— 391 — 19 gennaio al 7 marzo insieme coi nuovi compagni di Missione PP. Bonetti e Conti, il P. Pasi dava le missioni nella Mirdizia. Al ritorno della quaresima nel nuovo anno 1892 il P. Pasi pensa ancora alle montagne di Iballja. Questa volta prende con sè il P. Bonetti e il P. Conti. Il P. Jungg fin dal 1885 si può dire non appartenesse più alla Missione. Il Collegio pontificio ne aveva assoluto bisogno per la Chiesa e per la Congregazione. D’altronde la sua età non gli permetteva più di fare gli strapazzi delle montagne ai quali non potevano resistere neppure i giovimi. Infatti abbiamo veduto ritirarsi il P. Pizzolari; vedremo presto anche il P. Conti rinunciare a un’opera impossibile per le sue forze. I missionari si divisero in due gruppi : a Miluer il P. Bonetti prese seco il Fr. Autunovic e discese lungo il Sapàc fino alla foce facendo i suoi konàk a Shkvinè, a Brèbulla e negli altri villaggi di Berisha lungo il Drino. Il P. Pasi col P. Conti scelsero i villaggi più grossi e più difficili di Iballja e di Berisha finché si congiunsero tutti insieme a Bugjoni per proseguire come il solito fino a Dardha. Il frutto fu grande; furon sciolti una decina di concubinati, di modo che dei 25 che c’erano alla prima visita dei Missionari nel solo villaggio di Iballja non ce n’era rimasto più nessuno, e dei cento che si trovavano nelle tre parrocchie di Iballja, Berisha e Fira ce n’era rimasti solo una quindicina. Probabilmente anche questi si sarebbero levati se il Kajmakàm di Puka che aveva saputo lusingare così bene il P. Pasi, non avesse mancato ai suoi impegni lasciandosi corrompere da persone senza carattere e senza morale. Dal tempo infatti che si era stabilita la legge contro chi prendesse illegittimamente una donna, erano avvenuti sei casi di trasgressione. Fesula Bey avrebbe potuto facilmente applicare le sanzioni convenute che anche a lui avrebbero fruttato 3500 piastre; invece dichiarò al parroco di Qelza il quale s’era permesso di ricordargli la legge e le promesse, che le circostanze non gli permettevano di mescolarsi in quegli affari. Anzi, istigato da alcuni turchi di Iballja o di Krasniqe scottati specialmente dalla legge fatta contro chi vendesse le ragazze ai musulmani, e potenti presso il governatore, non solo non molestò i concubinari ma si diede a