— 405 — Messa del mezzogiorno. La popolazione non ostante la freddezza di qualche villaggio, accorse numerosissima non badando alle piogge, ai torrenti e alla povertà. Essendo la Chiesa aperta a tutti i venti ci si dovette fare due grandi fuochi uno pei ragazzi, l'altro per gli adulti; chi era giunto alla chiesa inzuppato d’acqua si asciugava, e tutti si riscaldavano. La Missione durò 10 giorni e terminò con l’impianto d’un’altissima croce. Sebbene non si sia potuto ottenere il perdono dell’unico « sangue » che c’era a Midha, poiché si trattava di una uccisione recentissima e non solo ingiusta ma barbara, tanto che l’uccisore ne menava vanto e insultava la famiglia dell’ucciso minacciando di uccidere altri ancora, pure si riscaldò nel popolo il fervore religioso. Ciò si deve ascrivere al fascino potentissimo che fa sugli umi- li, su tutti quelli che soffrono, il Cuore di Gesù Cristo che i Missionari non mancavano mai di esporre e di predicare. Il 27 dicembre, il P. Zadrima che aveva cominciato a riammalarsi, partì per Scutari, con l’ordine di mandar in suo luogo il P. Genovizzi. Questo padre che vive ancora e seguita a dirigere la Missione Volante, e ha preso parte egli stesso fino all’inverno del 1933 alle più difficili escursioni missionarie nelle montagne, era stato aggiunto alla Missione Volante nel giugno del 1894. Il 31 dicembre andarono alla chiesa di Kabashi a cominciarvi la Missione, e ci accorse molta gente da Béhoti, Blinishti e Bicaj non ostante che il tempo cattivo continuasse a imperversare. Non ci furon « sangui » da perdonare, ma solo degli omicidi da sciogliere dalle pene canoniche secondo il Rituale. Si usa pure metter sulla spalla destra al penitente un sasso durante il tempo che dura la Messa. Eran quattro i penitenti sottoposti alla pena. « Uno di essi — racconta il P. Pasi — era il nipote del capo del villaggio di Hoti, famiglia fino all’anno scorso ricca e benestante, oggi ridotta in miseria per causa di quel giovinastro. Costui si diede al furto, non per necessità, essendo di famiglia ben provveduta, ma per boria e per farsi bravo col nuocere altrui. Il demonio però che insegna a farle e poi le scopre, fece in modo che quante volte il giovane rubava, altrettante venisse scoperto; la famiglia quindi dovea restituire