— 47 — Nota poi il diario che il giorno 15 del novembre successivo-* il P. Lucchini andò coi Vice Consoli Austriaco e Italiano ed alti ufficiali Turchi del Tribunale al luogo dell’uccisione del M. Pastore, per dare le esatte informazioni opportune pel processo. Il 2.'» gennaio dell’anno seguente era citato al dibattimento. Devo aggiungere alcune informazioni relative a questo fatto, per correggere e precisare. La fontana dove avvenne il tragico incontro è a tre quarti d’ora circa sopra Shiroka, sulla costa brulla del Tarabosh, coperta solo di folti sterpi di salvia odorosa. Dei burroni propriamente non ce ne sono, ma anche il passeggiarvi non è molto comodo essendo la china in alto assai ripida sebbene per discendere a Shiroka sulla riva del lago di Scutari non vi sia pericolo di rompersi il collo. Fu detto che il pastore assassino avesse preso ombra e si fosse creduto come insultato nelle sue credenze religiose poiché i due padri avrebbero offerto loro del salame, ma dal racconto del P. Legnani ciò non appare poiché non ne avrebbero portato con sé. Sembra più verosimile quello che sentii dire da un padre che venne a Scutari qualche anno più tardi e ebbe sicure informazioni che si trattasse di una vendetta dei musulmani contro i Gesuiti, poiché il P. Giuseppe Consolini si era dato a un genere di apostolato alquanto pericoloso e inopportuno: di levare di mezzo ai musulmani della città non solo le donne o ragazze cattoliche che per bisogno o per sventura ci si mettessero al servizio nelle loro famiglie, ma cercasse pure di far evadere delle donne musulmane a cui cercava poi altrove un ricovero sicuro perché si facessero cristiane. Comunque fosse, è certo che suscitò il malcontento e l’indignazione contro i Padri e fu causa di grattacapi. Ripeto che è molto probabile che l’origine dell’uccisione si deva cercare in questi fatti. È certi» a ogni modo che l’opera di detto padre non riuscì a bene ed egli dovette anzi più tardi abbandonare la Compagnia. Per questi motivi non si è presa mai sul serio l’idea che si trattasse di un martire. Al povero ucciso fu portato via l’orologio, e anzi si racconta che quel pastore avesse domandato che ora fosse. Sebbene il luogo sia abbastanza lontano dall’abitato, e quella regione quasi sempre deserta, pure non mi sembra ammissibile che la tentazione di portar via l’orologio inducesse l’assassino a fare quel colpo. An-