— 371 — loro i peccati, coi quali l’avevano messo in croce, ed avevano meritato l’inferno, e tutti gridavano: Perdoniamo, perdoniamo, perdoniamo. Finalmente il Predicatore terminava il suo discorso raccomandando che all’uscir dalla Chiesa tutti si abbracciassero con queste parole: M’ban alhalh; alhalh t’kioft (Perdonami, ti sia perdonato) e lo stesso facessero nelle loro case, quando ad un’ora di notte avessero sentito suonare la campana del perdono. E certamente non si poteano tener le lagrime, quando all’uscir di Chiesa tutta quella moltitudine di uomini, donne, fanciulli si abbracciava e piangendo gridava: Alhalh, alhalh, t’kioft (Perdono; ti sia perdonato). Il suono poi della campana ad un’ora di notte, aveva una forza grandissima di muovere i cuori più duri. Un padre di' famiglia, cbe ha in casa circa quaranta persone mi diceva: Non dimenticherò mai la scena, che ho veduto ieri sera. Io non ero intervenuto alla predica; quando, stando a cena, sentiamo suonare la campana. I miei figliuoli a quel suono si levano in piedi, mi si gettano nelle braccia, domandandomi perdono dei disgusti, che mi avevano dato. Io mi meraviglio, e chiedo a loro che cosa voglia ciò dire. Mi rispondono che il Padre Missionario aveva avvisato, che al suono di quella campana, tutto il paese si domandasse perdono dei disgusti datisi l’un l’altro ». Così parlava il capo del villaggio di Hajmeli, il quale non era andato alla predica, per rimettere la concordia fra due nemici inducendoli a calpestare le leggi del mondo e l’uso del paese per amore di Gesù Cristo; e vi riuscì. Il concorso alle missioni era enorme appena si fosse divulgata la notizia della venuta dei Missionari; perciò questi procuravano di dar principio a ogni singola missione in giorno di festa quando gran parte del popolo poteva esserci naturalmente presente. Molti per accorrere alla Chiesa chiudevano la casa e la lasciavano del tutto deserta. Parecchi ammalati si facevano condurre alla Chiesa a cavallo. Parecchi adulti vi restavano tutto il giorno per prender parte al catechismo dei fanciulli. A Gram-shi vi erano state forti inimicizie e i Vescovi e i Parroci vi avean ricevuti di molti dispiaceri; la missione ricondusse una perfetta sottomissione e concordia. Da quel medesimo villaggio era fuggita una giovine che non avea voluto sposar l’uomo che la famiglia le imponeva secondo l’uso. Il Vescovo aveva dato