— 136 — Per tutto questo l’idea di una Missione Volante era eminentemente opportuna e provvidenziale, in quanto non solo la missione come qualcosa di straordinario è un mezzo potente per risvegliare la fede e ricondurre, l’uomo traviato alla pratica della religione: ciò si osserva in tutto il mondo, ma in quanto è un supplemento necessario al ministero sacerdotale in un paese dove questo si trova inceppato da enormi e quasi insormontabili difficoltà. Dio ne ispirò il disegno a un umile religioso gesuita del Collegio Por;*:ficio Albanese, al P. Raffaele Musati. Il documento storico più importante in proposito ci è dato da quel che ne scrivono le Litterae Annuaa della Missione Volante. Ne traduco, riepilogando, il bel latino e aggiungo qualcosa dai cataloghi della provincia e dal racconto di persone che conobbero il P. Musati. Questo Padre era nato a Bordogna di Bergamo nel 1845 e aveva dato il suo nome alla Compagnia nel 1867. Prima ancora di finire gli studi, lo troviamo a Scutari come maestro nel 1874 (1). Nel 1876 trovo notato che insieme con la teologia studiava pure la lingua albanese senz’altra occupazione. Nel 1878 si trovava a I.aval in Francia per lo studio della teologia morale. Fatto nel 1879 il terz’anno di probazione a Paray-le-Monial, l’anno seguente lo ritroviamo a Scutari che fra l’altro vi insegna pure il catechismo ai ragazzi. Possedeva dunque almeno fino a un certo punto la lingua albanese. Continuò per tre anni a lavorare nel Collegio S. Francesco e in Seminario, senza mai smettere l’insegnamento del catechismo. Doveva essere però cagionevole di salute poiché cercava ogni tanto un sollievo alle sue occupazioni uscendo in compagnia di un chierico con la civetta a cacciare per le siepi nei dintorni di Scutari. Ed era infatti così, poi che cadde presto in una grave malattia e fu dovuto mandare in Italia dove morì tisico a Piacenza nel 1886. Ma tutto questo non fu senza una particolare provvidenza di Dio. Se egli si mise con zelo, assiduità e diligenza allo studio della lingua albanese dovette esser certo in vista dei gravi bisogni spirituali dell’Albania ; il contatto poi coi figli del popolo dovette (1) Come si rileva da una sua lettera in data Lavai 19 marzo 1878, «gli era andato a Scutari nel 1873 e vi stette fino all’ottobre del 1877.