— 134 — ma vi sono le difficoltà interne provenienti dall’ignoranza e dalle massime erronee. Ascoltiamo ancora il P. Pasi. « In un viaggio che faceva un nostro Padre sulle montagne, gli venne incontro un buon vecchio di oltre settant anni, e fermatosi a contemplarlo gli domandò se era Sacerdote. Alla risposta affermativa, si mise a crollare il capo: « Ma! e sa, disse, il Santo Padre di Roma che io vecchio in pel bianco non so far la croce, e quando suona la campana mi vergogno di non potermi segnare? ». E in questa ignoranza sono pure tanti altri. Un montanaro di circa cinquantanni che avea messo su casa a Scutari, era assiduo tutte le feste alla nostra chiesuola per imparare il « Pater », e ne ripeteva le parole con tale impegno e fervore di devozione che ben mostrava la viva fede di che era compreso e il dispiacere che provava della sua ignoranza. Un altro di trentotto anni veniva tutti i giorni per istruirsi nei primi elementi della Dottrina Cristiana, che per essere sempre stato fra i turchi, ignorava del tutto. Non era ancor cresimato, nè sa-pea che cosa fosse confessione. Si dovette incominciare dal segno della croce. Non si può negare che sappiano generalmente alcune orazioni, che hanno imparato per tradizione, dirette a S. Nicolò, a S. Antonio, alla Madonna Domenica o ad altri Santi, ma per lo più sono affatto senza senso e spesso piene di grossolani errori. Si sanno pure le leggende del Natale e della Passione e della Creazione in una specie di poesia o prosa mal rimata; ma queste pure sono monche e sparse di spropositi madornali. Un zelaute .Vescovo nella visita di una parte della sua diocesi trovò con sua grande meraviglia e pari dolore, che alcuni non conoscevano il Crocifisso e richiesti che cosa rappresentasse quell’uomo in croce, non seppero dar risposta, eccetto uno di loro, il quale volendosi pur mostrare più dotto, trasse ad indovinare, ed avendo sentito altra volta parlare di S. Antonio, rispose: et È’ S. Antonio ». Del resto il fatto di non aver mai veduto il Crocifisso, e di restarei stupefatti al mostrarlo loro, e domandare che Santo sia quello che piaceva loro più di tutte le altre immagini, successe ai nostri Missionari in vari luoghi. Quanto a’ peccati, non sapendo nemmeno che esistano i Co-mandamenti di Dio e della Chiesa, essi in generale non conoscono che il furto, l’adulterio e l’omicidio commesso solo per superbia e vanto, e senza ragione; perchè se si tratta di vendicare un’offesa qualunque, stimano giustissimo il farlo coll’uccidere l’offensore. I giovani difficilmente s’inducono a confessarsi prima di 18 o 20 anni, perchè sino a quell’età credono di non poter far peccati. Un montanaro domandava al Padre se era maggior peccato o ba-