— 339 — I punti più deliziosi per un turista sono quelli della corona di monti che circondano Ibalia e la dividono dai vari villaggi che stanno sulla costa del monte a sinistra del Drino che sono : Dar-dha, Msiu, Arsti, Miliskau, Apripa cattiva, Poravi, Gropa, Fira, Gralisti, Bugioni, Kokdoda, Apripa del Sasso, Merturi del Sasso, Ciycesci, Vlasci, Trovna e Beriscia diviso in molte contrade e molto sparse. Siccome i monti di Ibalia sono dei più alti di questi luoghi, quando l’uomo si trova su di essi, gli si presentano le più belle vedute, i panorami più magnifici, perchè oltre vedere la profonda vallata del Drino che gli sta sotto coi suoi due versanti coperti di boschi, selve, prati, campi, o dirupi, spinge l’occhio da una parte fin sulle pianure di Priserendi, Jakova, ecc., e dall’altra fino alle alte creste di Scala e del Zukal e oltre Za-drima sul mare, e intanto vede più basso di sè un’infinità di monti e colli e valli e torrenti così svariati, e incantevoli che è impossibile il descriverli. Un altro bellissimo spettacolo si gode alle volte in queste montagne ed è la nebbia che copre le posizioni più basse e specialmente la vallata del Drino e forma come un gran fiume o lago per chi la contempla dai punti superiori del monte. Oltre aver goduto varie volte di questo fenomeno in piccolo, lo contemplai in proporzioni grandiose e in tutta la sua maestà un giorno che da Ibalia andava a Fira. Era il 24 nov. 1889. In Ibalia non c’era una nube, non soffiava un fil d’aria, il sole era bello, splendente, e la temperatura come in primavera. Arrivato sul Plaver che è la biescka di Fira e divide questo paese da Ibalia, mi si presentò tutta la sottoposta vallata percorsa dal Drino come un vastissimo lago che dalle montagne di Scalla e Nikai e Merturi si estendeva fino a Priserendi, Jakovo e Kossovo. Era una fitta nebbia che illuminata dal sole presentava un aspetto incantevole. La superficie era piana, ma in certi luoghi o perchè più illuminata dal sole o perchè di varia intensità, si presentava come ondeggiante. Arrivava fino a due terzi degli alti monti del Zukal, di Scala, Nikai, Merturi, Gasci, Krasnice, Bytyci, Prisrendi, e della biescka di Ibalia, i quali essendo nella loro parte superiore illuminati dal sole facevano un contrasto bellissimo col lago di bianca nebbia che dominavano; qua e là sorgevano le cime dei monti e colli più bassi come altrettante isole o promontori. Non mi sarei mai saziato di contemplare quello spettacolo. Molte altre volte ho desiderato di avere con me una macchina fotografica, perchè credo difficilmente si troveranno altrove le vedute e i panorami di queste alte montagne, ma mai l’ho desiderata tanto come in questa occasione. Dopo aver fatto un venti minuti di discesa per la costa del Plaver arrivai alla nebbia che non cominciava a poco a poco, ma avea una vera superficie visibile e sensibile che la