— 150 — bambini in culla. Le ragazze poi finché non sono passate alla casa del marito dopo il matrimonio, stanno sempre nascoste, cosicché fino a pochi anni sono, nemmeno andavano aTIa Messa; ora ci vanno, ma tutte coperte e per tempissimo in modo da assistervi e ritornare nell’oscurità. Avviene per tutto ciò bene spesso che i novelli sposi comincino a vedersi di mal occhio fin dal primo conoscersi, quindi antipatie, risse, mormorazioni, calunnie, e finalmente separazioni. Molte di queste mal capitate, nella disperazione fuggouo fra i turchi, che sono sempre pronti ad accoglierle, presso i quali o dansi a vita licenziosa, o si maritano nuovamente, e più spesso per essere più sicure abiurano il cristianesimo. Questa è per Scutari la piaga più dolorosa, corrispondente a quella dei concubinati in montagna. Una di queste disgraziate erasi unita in matrimonio con uno che poco dopo venne messo in carcere e condannatovi a vari anni; quella, disperata, contrae amicizia con un giovinastro, il quale per tradirla, le propone di farsi turchi amendue, per poter così legalmente vivere insieme. E come il Governo fomenta queste diserzioni, furono amendue ammessi in tribunale a rinnegar Cristo; dopo di che vissero secondo il Vangelo di Maometto. Ma passati alcuni mesi in questo stato, cominciate le discordie, la donna straziata dai rimorsi non trovò più pace, finché fuggendo non si fu gettata ai piedi di un Sacerdote, pregandolo di consiglio e di aiuto. Venne accolta quale altro prodigo, e umiliata e pentita ritrattò il mal fatto, ed ora è felice e per la pace che gode e pel marito resole dalla carcere quasi per miracolo prima del tempo ». Bisogna confessare che nella relazione di questo padre come pure nelle prime che fece il P. Jungg i fatti sono veri ma le tinte nell’interpretazione sono alquanto esagerate. È sempre necessario tener conto che tra fatto e fatto ci sono di molte gradazioni e sfumature le quali hanno il loro peso sulla bilancia del giudicare, e inoltre convien pur anche guardarsi dal generalizzare, pi comprende subito però come l’animo dei nuovi missionari potè esser impressionato troppo fortemente non essendo avvezzi a un genere di vita affatto nuovo, e non essendo penetrati nel fondo stesso etnico, psicologico e morale dei fatti. II. Dalle missioni del P. Jungg e di D. Agostino lungo la Bojana e a Mali Kolaj. « Ricevuta — scrive il P. Jungg — la benedizione episcopale da S. E. Mons. Guerini, il giorno 8 di marzo dopo mezzodì c’im-