— 373 — tribuirono moltissimo a rendere in bello e austero stile popolare i misteri e le regole della fede. Anche la pratica del Rosario fu divulgata in modo straordinario e mise profonde radici nel popolo. Chi alla fine della Missione, dopo il saggio di catechismo riceveva la corona del Rosario si stimava felice considerandolo come un vero tesoro. E tanto era il desiderio di istruirsi e di imparare che i ragazzi lasciavano qualunque altra occupazione, e portandosi un po’ di pane in un sacchetto restavano tutto il giorno coi Padri. Si veda da questo episodio. « A Blinisti — racconta il Padre — avevamo sempre un centinaio e più di ragazzi e ragazze^ Un giorno dissi ad alcuni di loro, che correndo venivano alla chiesa : « Ma e il bestiame dove lo avete in questi giorni? — Eccolo là, mi risposero, accennando alla vasta pianura tra Blinisti e Ghiadri. — Ma e chi ve 10 custodisce? — Il Signore e S. Nicolò, mi risposero. — Ma e se i Mirditi vengono a rubarvelo? — Il Signore non permetterà che mentre noi stiamo in chiesa, venga alcuno a rubarci gli animali ». A Giadri non essendo possibile lasciare il bestiame all’aperta campagna, per non mancare al catechismo, lo tennero tutto il giorno in casa. E pei fanciulli che hanno sempre corrisposto mirabilmente alle fatiche del missionario, il P. Pasi ebbe sempre una cura specialissima. Quando non potè avere con sè 11 catechista, non ne trascurò mai l’istruzione, pensando che la vera e più feconda Missione è la Missione dei fanciulli, speranza dell’avvenire. E mostrò sempre di amarli di un amore di predi-lezione, e egli stesso li attraeva con la sua dolcezza. Per essi volle che la missione formi dei Fratelli gesuiti catechisti, e volle praticamente che il fratello così formato sia vero e poprio mis-sioiario, formatore e salvatore d’anime. A lui tocca non solo insegnare a memoria le preghiere, le verità della fede e i canti, ma li deve preparare efficacemente a mutar vita o meglio a regolare la loro vita per mezzo dei Sacramenti e della vittoria di sè e del male. Non è suo compito, insomma, unicamente di istruire in qualche modo ma anche di educare, di rendere buoni, di far comprendere il valore della verità religiosa e renderla feconda di opere buone. Al fratello è pure non solo permesso