— 390 — e ribaldo, dichiarò che sarebbe partito per Seutari. I Capi che erano venuti per esplorare le sue intenzioni, a quella dichiarazione, protestarono che per un Mark Koka la tribù non intendeva rimanere senza il sei-vizio religioso. Di fatto raccolsero il popolo; fecero bruciare la casa del colpevole e lo fecero accompagnare da quattro persone fuori della tribù accettando i garanti designati tra le principali famiglie (48). Così il missionario visitava anche Berisha e il 12 Nov. riprendeva la via di Scu-tari. Perchè tale anarchia accompagnata da tanti guai nelle montagne? Perchè il governo turco non vi ha mai reso giustizia, e anche se l’avesse voluto nessun magistrato avrebbe mai osato presentarsi per farla. Anche nel caso che i montanari non potendosi metter d’accordo per dirimere qualche litigio o imporre qualche riparazione avessero ricorso al magistrato turco, questo non ardiva metter piede fra le montagne se non dopo aver ricevuto quel numero di ostaggi che credeva necessario. Caso, del resto, più unico che raro per quelle montagne dove non c’era il ricorso riconosciuto al xhibàl di Seutari, tribunale misto di Capi delle montagne e di uomini del governo. La giustizia poi del montanaro, collettiva o individuale, come abbiamo osservato altrove, è troppo elastica, perchè possa dare la sicurezza e la pace a un popolo che è ricco certo di belle doti d’animo e d’intelligenza e splendidi usi, ma in cui bolle pure il tumulto di grandi passioni. Che i Musulmani ci tenessero tanto ad avere in ispose delle ragazze cristiane, si comprende dal fatto che non solo è considerato come un atto meritorio, poiché la kaurreshe finisce poi sempre per diventare musulmana, ma anche per imitare il Sultano, che essendo nell’idea loro sovrano di tutto il mondo da cui dipendono Re e Imperatori, à diritto non solo al loro tributo ma anche che ciascuno di essi gli mandi una figlia in isposa. Nel dicembre che seguì i Missionari avrebbero dovuto dare una missione a Pìstulli, ma per difficoltà opposte dal parroco, dovettero rinunciarvi e spesero invece le loro fatiche a Berdica nell’Archidiocesi di Seutari (8-12 die.), e a Veglia, Manatija e Bregu i Mates nella diocesi di Alessio (25 die.-13 genn.). Dal