— 81 — propria conservazione è rimasto per conseguenza nella profonda corrente psicologica e morale della razza, dove questa si mantenne, piuttosto che nella coscienza nazionale che non ebbe mai un’espressione ampia e comune. Perciò essi vollero restare quel che furono, portando seco l’eredità di antichissimi tempi nel pensiero e nell’azione, nella credenza e nella pratica e anche nelle norme della convivenza civile, avvezzi a un genere di vita primi» tivo, senza l’istinto e lo slancio del progresso, che anzi questo non lo vollero, per non cader vittime di speculazioni omicide. Da ciò si comprende il loro assetto economico e sociale per cui vissero sempre come un popolo di pastori dentro la cornice primitiva della tribù. Ciò spiega pure la loro fierezza e lo sviluppo preponderante che ebbe nel dominio dei loro sentimenti, l’istinto dell’individualismo portato all’estremo. Ripeto che essi non poterono desiderare il progresso esterno, nell’ordinamento sociale ed economico, perchè erano convinti che avrebbe finito per goderne poi qualcuno dei tanti che per ragioni strategiche o politiche sempre anelarono alla conquista di questo piccolo paese; meglio poveri ma liberi, fu sempre il principio degli Albanesi, voglio dire dei veri Albanesi. L’istinto, a cui accennavo, dell’individualismo portato all’estremo, li educò naturalmente a sostenere con terribile intransigenza il punto di onore. In un popolo ordinato a tribù, in cui secondo antichissime tradizioni democratiche, proprie, sembra, dei popoli celto-illirici, ogni maschio è guerriero, e ogni capo di famiglia è perciò stesso membro delle adunanze in cui si decidono le più gravi questioni e controversie, per cui anche i capi sono primi « inter pares », la custodia gelosa dell’onore su cui si fonda l’onestà della convivenza sociale, è un punto sul quale non c’è da discutere. Esso, accanto e anzi sopra la proprietà che pure è il sostegno della famiglia e il segno e fulcro materiale della sua indipendenza e dei suoi diritti rispetto alla comunità, rappresenta il bene supremo, un tesoro inestimabile, che vale quanto la vita. Ammetto che questo sia un concetto naturalistico, essenzialmente umano e si potrebbe dire, senza annettere però a questa parola un senso basso e incivile, ma Solo per contrapposizione ai sentimenti introdotti nel mondo dal cristianesimo, pagano; ma fu il risultato della primitiva e sin- 6