- 303 — Il 7 giugno il Padre si metteva in viaggio per Fira, dove aveva in animo di far costruire la « Cella », uno degli scopi principali di questa terza visita alle montagne. Ma intorno a questo fatto, o, diremo meglio, cura centrale del missionario, si intreccimi cumulo tale di esperienze preziosissime per la biografìa del missionario e per la conoscenza esatta dei tempi e dei luoghi (maniera di vita, abitudini del vivere, usi e abusi, consuetudini o leggi tradizionali, condizioni sociali e religiose, ecc.), esperienze che egli descrisse in alcune pagine ammirabili del suo primo e unico diario, che crederei mancare al mio dovere fondamentale di storico, se, deposta la mia penna, non lasciassi parlare il protagonista stesso. Esperienze del terzo giro per le montagne di Iballja descritte dal missionario. Giugno 1889 - 8 sabbato. — Detta la Messa (il Padre era già a Fira) e mangiato per zila un po’ di pan di kalamoc salato, perchè essendo oggi giorno di stretto magro, altro non aveva, andai da Zymer Palusci, che mi offrì di stare nella sua kulla. Anche là si mangiava pane e sale, giacché altro non si trova ora in questi luoghi nei giorni di stretto magro. In tre modi però si suol far il pane pei giorni di magro: o senza sale come al solito, e allora in una mano si tiene il pane e nell’altra il sale e si mangia; — oppure si mette il sale nel pane stesso, e si mangia solo; — oppure in mezzo al pane «si mette uno strato di erba (specie di insalata) si asperge di sale, e si cuoce insieme col pane, e quella serve per condimento e companatico. Fira fu sempre un paese molto quieto, senza sangui e senza inimicizie. Quattro anni fa la vigilia di S, Sebastiano la famiglia di Zymer Palusci venne a parole con un’altra prima famiglia del paese, dalle parole si passò ai fatti, e in un momento restaron 12 tra morti e feriti. D’allora in poi vi fu una catena di sangui, inimicizie, sospetti ecc. Due mesi fa si venne di nuovo a schioppettate, alcuni morti, qualche ferito, quattro case abbruciate. — Tre giorni fa uno dei contendenti sotto il pretesto che Zymeri avesse dato protezione al suo nemico, gli uccise il figlio maggiorie giovane di 19 anni, fornito di belle qualità e speranza della famiglia. Trovai la famiglia costernata. Dopo mezzo giorno andò per l’ultima volta al cimitero per far il pianto o giam che ai suol fare i tre primi giorni dopo la morte e al quale prendono parte