— 248 — Le Sette Bandiere nelle quali stiamo per entrare col P. Pasi, sono le seguenti: Qerreti, Puka, Kabaslii, Berisha, Iballja, Bu--gjoni e Mali i Zi. Quest’ultima da circa 150 anni è diventata in-teramente musulmana, di modo che il limite estremo a cui giungono i cattolici è il villaggio di Fleti nella parte superiore del torrente Goska che geograficamente ed etnicamente fa parte della bandiera di Mali i Zi. S’era appena fatta l’inaugurazione della nuova opera missionaria (22 ottobre e 4 novembre 1888) prendendovi parte S. E. Mgr. Pasquale Guerini, Arcivescovo di Scutari, Mgr. Agostino Barbullushi, compagno, fino allora, di missione del Padre jungg, e il parroco della città Mgr. Junki, quando s’offrì subito l’occasione di cominciare l’arduo lavoro dei nuovi missionari nelle montagne della diocesi di Sappa. Veramente tutto era stato disposto perchè si cominciasse dall’Archidiocesi di Scopia per le istanze di Mgr. Fulgenzio Czarev, ma i noti avvenimenti di quella chiesa e il non essersi potuto venire a una conclusione riguardo all’ospizio o residenza di Prizrend aveano impedito che si cominciasse precisamente di là. Invece si aprì la porta della non meno bisognosa diocesi di Sappa. Il Vescovo, S. E. Mgr. Marsili aveva espresso il desiderio di avere per compagno il P. Jungg nella visita che intendeva fare alla sua diocesi, ma essendo allora impedito questo padre da altre opere, gli fu offerto poi come parroco-missionario in alcune delle parrocchie più bisognose. Di fatto essendo stato esonerato del suo ufficio di Rettore il P. Pasi il 14 ottobre di quell’anno per fondare la Missione Ambulante, tutti e due questi padri furono offerti ì Mgr. Marsili. E Monsignore accettò ben volentieri quell’offerta assegnando ai due missionari come campo di lavoro le tre parrocchie vacanti di Iballja, Fira e Berisha fra le più montane e difficili non solo della diocesi ma di tutte le regioni cattoliche dell’Albania. Suggerì loro poi di metter la stazione missionaria a Iballja come luogo centrale. Trattandosi della prima missione che fu modello per tutte le altre e di grandissima importanza, in cui faticarono con indescrivibili sacrifici i due migliori missionari della Volante, P. Pasi e P. Jungg, riferirò quanto più mi sarà possibile il racconto che ne lasciò scritto nel diario e nelle