— 173 — io pure ho la fortuna di essere, sebbene la più indegna vittima... e quotidiana! Io pure nelle mie peregrinazioni per la Diocesi ho trovato degli adulti ai quali mostrando Gesù Crocifisso (di quelli che sogliono portare i Missionari sul petto) aveva domandato se sapessero chi esso fosse? Gli uni rispondevano: Non so; e i più bravi dicevano essere Sant’Antonio... poiché lo avevano inteso nominare qualche volta. La prego, mio carissimo e R.mo Padre, scrivendo ai suoi K.mi Superiori di non dimenticare questa Archidiocesi, Io ben so di essere un servo inetto e inutile, e perciò mi raccomando a chi trovo e posso ». « Ah mio Dio, quanti mali, e quanti bisogni! Ogni di vengo a scuoprire nuovi orrori; e quindi esclamo: mitte Domine, e, cito, mitte operarios secundum Cor tuum in vineam tuam, ut c.vultemus in virtute et triumpho SS. Nominis Tui. Amen. (Prizren, 30 marzo 1885. Al P. Rettore). In un’altra che porta la data « Dalla dolce Croce di Prizren, 28 gennaio 1886 » si esprime con le seguenti parole: « ...attendo la riverita Sua opinione sugli scritti diretti in data 14 corrente, e che trattavano sullo Stato dell’Archidiocesi da spedirsi al P. Direttore della Missione Ambulante (probabilmente intende il Padre Musati che aspettava qualche documento da Mgr. Czarev). Quando V. P. R.ma gli scriverà... gli dica che in nessuna parte del mondo le fatiche c il denaro sono meglio impiegate quanto per la Missione dell’Albania. E non è lo spirito di parzialità, nè il Cicero pro domo sua, che me lo fa dire, ma è l’amor di Dio, la compassione per queste povere anime, e i gravissimi morali bisogni, che diflìcilmente si riscontrano altrove. Ci vogliono ben grandi mezzi, senza i quali si lavorerà sì, si suderà, ma con poco frutto, perchè devesi incominciare da capo. Quando i Missionari, sieno indigeni o stranieri, insomma tutti quelli che sono in cura d’anime, e in qualsivoglia modo in Albania s’affaticano per la salvezza delle anime, se non sono affatto disinteressati, esemplari nella vita, pronti al sacrificio, e se non hanno nella mente e nel cuore altro che Albania e paradiso, l’Albania resterà sempre la stessa, cioè, non Albania, ma Nigrizia ». Il 14 febbraio dello stesso anno si esprimeva presso a poco nei termini medesimi e presenta l’idea di alcuni progetti che sarebbe necessario eseguire per metter un rimedio efficace ai tanti mali che coprono l’Albania. « Iddio benedica Lei e i zelantissimi suoi Padri. Povera Albania per tanti secoli rimasta sempre la stessa! Fuoco ci vuole,