— 3% — Il 27 gennaio si apriva la Missione a Dushi. E’ un villaggio a monte di Gomsiqe sulle due sponde del torrente da cui si denomina il primo villaggio. Dushi, appartiene alla diocesi di Sappa, ed è diviso in Dushi superiore e Dushi inferiore. La parte più in alto era distante due ore circa e coperta da una gran neve che rendeva le comunicazioni molto difficili, per cui sol Dushi inferiore potè prender parte alla Missione. Da quattro anni quella parrocchia assai vasta e difficile, era priva di parroco, e sebbene poverissimi, vollero che i missionari si trattenessero fino al 2 febbraio, provvedendoli nel miglior modo possibile del mantenimento. Fra le altre cose fu fatta una processione solenne, e per portare gli stendardi si dovettero servire, come di aste, di quattro schioppi; le verghe di ferro fecero da stanghette trasversali. La predica del perdono non ottenne a Dushi gli effetti che aveva ottenuti a Gomsiqe, poiché i principali che cercavan dei « sangui », quando seppero che i missionari sarebbero andati anche tra loro, eran fuggiti. A ogni modo alcuni sangui s’eran pacificati già a Gomsiqe, perchè erano reciproci fra i due villaggi, e s’ebbe pure l’ultimo giorno la scena commoventissima di una povera vedova con due figli di tenera età ai quali era stato ucciso il padre da 8 famiglie che s’eran messe d’accordo per compiere quell’orrendo misfatto, e che perdonarono in pubblica chiesa. « M’hanno lasciata sulla strada con alcuni bambini, disse la donna nell’atto di perdonare, ma non importa; perdono per amore di Gesù Cristo », e si accostò a baciare il Crocifisso. Anche gli otto uccisori però promisero solennemente che avrebbero pagato il prezzo del sangue alla povera famiglia. II bene che produsse la missione fu consolantissimo. Un principale del paese diceva a tavola il giorno dopo del perdono: Vi assicuro che ieri ho abbracciato persone che da più anni non salutava, e credeva che non avrei loro giammai parlato. Un altro ripeteva: Poveri noi! eravamo ridotti a non aver altro di cristiano che il nome: ora sì siamo diventati veramente cristiani. Un terzo aggiungeva : Se avessimo sentito prima l*i prediche e gl’insegnamenti che abbiamo ascoltato in questi giorni, non saremmo usciti di strada, come abbiamo fatto finora.