160 L'Albania e l'opera di G. De Rada la baronessa Giuseppina di Knorr e la principessa del Bufalo. Da quest’ affezione alla formosità nobile e signorile, che pose a fondamento della sua Estetica, nacquero Serafina, Gavrìla, Vantisàna e le altre sue belle figure femminili. Le quali, oltre all’essere tipi estetici e morali, sono anche tipi di bellezza fisica ideale. Il poeta non le descrive mai, costume che ha comune con i grandi; ma con tratti scultori spesso vi forma come, in una tela parlante, le loro sembianze. “ Ella non era, dice di Gavrìla il poeta, come quelle che crescono al sole, ma spirante non so quale mitezza, onde pareva che potesse, con la sola parola, fare un cielo (1) Ed ivi stesso: “ comparve a tavola, prima fra tutte e riverite come una madonna la figliuola del duca Più spesso intuiamo le loro forme dalle loro azioni, le quali finiscono per rappresentarci dinanzi agli occhi de’tipi di bellezza fisica ideale, veramente perfetti. Sono i tipi della bellezza greca, che si possono definire il trionfo del naturalismo, il quale culmina con la Venere di Milo. Spesso a me paiono de’tipi, ove il sano compiacimento della vita, che era il miglior lato della civiltà classica, si unisca e concordi col fascino delle figure del Botticelli. Si paragoni la Nascita di Venere di questo artista con il ritratto di Gavrìla, effigiata sorgente dal mare (2), e si vedrà come ambedue le creazioni spirino un delizioso e delicato paganesimo, misto al fascino del rinascimento. Seraflna fa l’effetto di un tipo degno della idealità di Leonardo da Vinci. Se non ha la robusta perfezione de’ Greci, ha la finezza de’ tipi foggiati su Monna Luisa, gli occhi sottili e il sorriso incantatore. Forse nella vaporosa figura di Adine v’è un’incarnazione alla maniera di Frate Angelico, senza umanizzazione e tutto spirito evanescente. Il poeta prova un compiacimento straordinario a cesellare figure muliebri, dove è veramente (1) Skanderbeg, V, rv. (2) Skanderbeg, v, iv.