302 L’Albania e l'opera di G. De Rada albanese, che ora nella madre-patria, in Italia, in Rnma-nia, in Grecia, in Egitto, in Germania, in Francia, nel Belgio è più vigoroso che mai. In questo movimento politico ha, senza dubbio, il primo posto Girolamo De Rada, che lanciò per la prima volta nel mondo politico un giornale albanese, l’Albanese d’I-talia, che egli, da solo, pubblicava nel 1848 a Napoli, convergendo con esso all’Albania gli sguardi d’Europa. Io non so parlare adeguatamente dell’indole e dei propositi di quel giornale, perchè, a tanta distanza di tempo, non giunge l’occhio mio fino ad esso, che, svanito, ora resta come languido ricordo; ma dall 'Autobiologia del De Rada si rileva che esso trattava anche questioni di politica italiana, in un tempo in cui un giornale difficilmente potea resistere alla marea incalzante degli avvenimenti, che si svolgevano attorno e sottrarsi alla politica. Dopo di esso, in tempi più vicini a noi, sorse una pleiade di fogli albanesi, che comparivano e scomparivano come meteore. Tra quelli di Bukarest, d’Italia, del Belgio, d’Egitto, di Sicilia, della Dalmazia, apparvero e disparvero (qualcuno vive ancora) ben venti periodici, alcuni, come la Sqhioqueria, 1 'Albanezul di Bukarest, la Nazione Albanese e la Nuova Albania d’Italia e Y Albania di Bruxelles veramente importanti. Erano giornali politici e letterarii, storici e filologici, linguistici o folk-lorici, culturali e nazionalisti, fatti più o men bene, con più o meno di competenza, più o men riscaldati dalla fiaccola dell’amor di patria, che portarono e alcuni portano ancora il loro contributo nell’incipiente edilizio della nazionalità albanese. Ma nessuno ebbe un’azione cosi vigorosa e feconda come il Fiàmnri Arberit di G. De Rada. Il periodico comparve nell’agosto del 1883 e cessò le sue pubblicazioni, dopo quattr’anni e tre mesi, nel novembre del 1887. Si pubblicava a Cosenza, ad intervalli liberi e irregolari, per modo che in questo periodo di tempo