— i3i — piata una ribellione, e inviò Silvestro Morosini per domare i ribelli Stefano Maramonte e Zanusio, e di là tener d’occhio i Turchi, pronti ad approfittare di qualsiasi occasione. Nel 1431, mentre Murad II assediava Tessalonica (oggi Salonicco) per toglierla ai Bizantini e ai Veneziani, che anche in quel porto godevano larghi privilegi, si presentavano a lui ambasciatori della città di Janina per offrirgliene il possesso, purché fossero rispettati i beni e le persone, e gli abitanti avessero facoltà di governarsi da loro sotto l’alta sovranità del Sultano. La proposta fu bene accolta, ma i cittadini di Janina ebbero motivo di non essere troppo soddisfatti delle conseguenze della loro profferta. Pochi anni dopo cadeva in potere dei Turchi anche Arta, di guisa che ai Tocco più non rimaneva che la Contea di Cefalonia, di cui sulla fine del secolo xv furono definitivamente spogliati dai Veneziani. Politica di Venezia in Albania — L’Albania, divisa o meglio frantumata in tante piccole signorie, spesso discordi e rivali, era destinata a soccombere. Designati alla sovranità del paese altri non potevano essere che i Turchi o i Veneziani. Da quanto abbiamo sin qui narrato e dai documenti che si conservano nei veneti archivi risulta abbastanza chiara la politica, che la Repubblica Veneta seguiva, nei tempi di cui ci stiamo occupando, per estendere i propri domimi in Albania col maggior risparmio possibile di uomini e di denaro. Impotenti a difendersi dai Turchi e a conser-