— 229 — alla casa in cui Mehemet Ali aveva preso alloggio a Giacova e lo uccisero, mentre cercava mezzo bruciacchiato uno scampo. Non fu più fortunato, neH’inverno del 1879, Ahmet Muktar pascià, cui per poco non toccò la stessa sorte. Egli invano si sforzò di ridurre all’obbedienza gli shkipetari con 6 battaglioni fatti venire da Mitrovitsa, e fini col rinunciare all’impresa. Degli scontri ebbero anche luogo sulla fine del 1879 tra montenegrini e albanesi. Allora da uno dei rappresentanti delle Potenze al Congresso di Berlino fu messa innanzi la proposta di uno scambio. Il confine del Montenégro non sarebbe stato più rettificato dalla parte di Piava e Gusinje, ma dalla parte di Podgoritsa. Col consenso della Turchia così fu stabilito il 18 aprile 1880. La Porta ritirò le sue truppe dal territorio ceduto, ma subito ne presero il posto le bande della Lega. Parve in tal frangente alle Potenze che tutto ciò non potesse accadere senza segreti accordi col Governo turco, e lord Granville, ministro inglese, mise innanzi la proposta di presentare alla Turchia un ultimatum, in cui le s’imponesse come nuova definitiva transazione di cedere ai montenegrini dentro tre settimane il territorio marittimo da Antivari alla Bojana, compresa la città di Dulcigno coi suoi due porti di Dulcigno e di Val di Noce (nome dato dai veneziani, che oggi si conserva ancora). Rimanevano inoltre aggiudicate al Montenegro Podgoritsa, Giabliak e Fùndina coi rispettivi territori e la tribù dei Triepshi. L’Austria non voleva veramente accettare questa proposta, contraria ai suoi interessi ; se non che,