UNA CAPITALE PER SEI MESI gittar la maschera e apparire quel che veramente erano: dei pusillanimi. Le scene che si svolsero sulla piazza della marina e sul pontile non possono esser dimenticate: la paura aveva accomunati albanesi, austriaci, tedeschi, preti cattolici ed hoggia musulmani in un solo sentimento e in una sola volontà: quella di porsi in salvo sulle navi, disputandosi il passo e contendendosi i posti nelle imbarcazioni. Tutti ricorderanno la bella risposta che un nostro ufficiale di marina, il capitano di corvetta Menicanti, comandante la compagnia di sbarco dette ad un tale che il suo diritto alla priorità nella fuga sosteneva col fatto di avere una nazionalità straniera: — Qui non ci sono che due nazioni, — rispose 1’ ufficiale che regolava il tumultuoso esodo — quella di chi ha paura e quella di chi non l’ha. Lei è di quelli che hanno paura? Si accomodi. — Quel giorno allorché il Principe, più pallido di quando vi era uscito, risalì le scale del palazzo, quel giorno in cui Durazzo si era votata come per incanto di tutti gl’intriganti austriaci, a cominciare dal ministro della monarchia, avrebbe dovuto e potuto iniziarsi la nostra politica : avremmo dovuto far sentire al Principe che egli era alla mercè nostra e che soltanto essendoci amico sincero avrebbe potuto svolgere il compito che l’Europa gli aveva affidato. Ben lo comprese il nostro ministro, ma la poca intelligenza del Principe e gli ordini da Roma di mantener l'accordo con l’Austria a qualunque costo, gli tagliaron la strada. Da quel giorno, invece, le mene austriache non ebber più ritegno, e una popolazione di falsi commercianti, di falsi ingegneri, di falsi giornalisti, di falsi operai - agenti austriaci militari e borghesi - invase Durazzo. 11 clero e i nazionalisti albanesi pagati mensilmente dall’Austria si strinsero intorno al Principe, e mentre i nostri marinai vegliavano sulle barricate in difesa loro, più di una palla di fucile fischiò vicino alle nostre orecchie quando passavamo per le vie deserte del villaggio albanese. La tracotanza austriaca giunse a tal segno che, per mezzo delle solite mani olandesi, il giorno 6 di giugno si giungeva ad arrestar nella - 106 -