202 EMJX.IO FRASCA assoggettandosi all’obbligo di ricambiare l’acquistata immunità con un annuale tributo pecuniario. Obbligo umiliante, al quale Casa Savoia mai aveva voluto assoggettarsi, nemmeno nei peggiori momenti del suo esilio in Sardegna, e che, del resto, il (Vmte di Vallesa non si trovò‘imbarazzato a declinare, adducendo la eccellente ragione che, ove il Governo sardo fosse stato in condizioni da pagare quel tributo, meglio certamente avrebbe esso potuto impiegarne l’ammontare nell’acquisto (1) o nella costruzione delle navi che gli mancavano. Mentre duravano questi particolari uffici della Corte di Torino presso il Gabinetto di S. Giacomo, altri di ordine più generale ne conduceva, e con altrettanto fervore, il Ministro Vallesa presso i Rappresentanti delle altre grandi Potenze nuovamente radunatesi a congresso ¡1 Parigi per definitivamente sistemare quelle questioni europee e mondiali per le quali un completo accordo ancora non era intervenuto. La famosa Santa Alleanza che aveva decretata l'abolizione della tratta dei negri, non poteva trascurare di interessarsi alla abolizione di quell’alt ra grande vergogna della civiltà che era la tolleranza della pirateria barbaresca e della schiavitù dei cristiani in Africa. Dell’importante soggetto non si mancò infatti di discutere a Parigi con molti e bei discorsi. Ad attrarre e mantenere su di esso l’attenzione dei Congressi valse in modo speciale l’attivissima opera del Cavaliere Ignazio Thaon de Revel colà inviato in missione straordinaria dal Governo sardo e momentaneamente sostituito nei suoi uffici di governatore di Genova dall’Ammiraglio Des Geneys. Ma. quantunque il < (ingresso all'unanimità si pronunciasse per la invocata abolizione, questa sarebbe ancora rimasta un platonico desiderio, se il Ministro Vallesa, con felice inspirazione. non avesse trovato modo di ottenere che alle parole seguissero i fatti. (1) Appunto in quei giorni l’Austria aveva nit“wo in vendita un certo ninnerò ili sue navi da guerra CV.