i/AMMIRAGLIO DES GENEYS E I SUOI TEMPI 141 stanti di navi piratiche barbaresche e di loro ladresche imprese. Inclinazioni favorevoli alla Marina aveva d’altronde cominciato, da qualche tempo, a manifestare lo stesso Duca del Genevese, rimasto poi sempre, come vedremo, della Marina amico ed estimatore. Recatosi l'anno precedente in Continente per prestare omaggio al nuovo Re Vittorio Emanuele I, succeduto, fino dal giugno 1802, all’abdicatario suo fratello Carlo Emanuele III, e per patrocinare presso di lui gli interessi della Sardegna, aveva con molto tatto saputo adoperarsi per ottenere —-se non gratuitamente, poco meno che così — dalla Corte di Napoli le due sopra citate mezze galere ed i nuovi cannoni per la « Santa Teresa ». Suo istigatore e consigliere era stato — superfluo il dirlo — il Des Geneys, il quale, oltre che nelle quistioni tecniche, sapeva far valere il suo illuminato ed energico spirito di iniziativa anche nelle quistioni amministrative. Continuo suo studio era scoprire nelle magre risorse del Regno qualche nuovo cespite, qualche sfuggita briciola' di denaro da assegnare alla Marina. E poiché nessuno meglio di lui. e con più evidente concreto profitto, sarebbe stato capace di impiegare quella poca moneta, come negargliela i Così ben può dirsi (-he allo industre suo zelo si dovette se, tra il 1800 e il 1804, la Marina non cessò completamente di vivere e trovò invece modo, sia pure con temporanei e brevissimi annamenti della « S. Teresa» dallo stesso Des Geneys comandata e del «Carlo Felice» comandato dal Porcile, di ancora rendere, in più occasioni, utili servizi per la difesa contro i pirati ed i contrabbandieri ed anche per la repressione di movimenti insurrezionali suscitati tra le popolazioni costiere del nord dell’isola da agitatori sardi emigrati in Corsica e Francia fino dal tempo del Viceré Baliano. Durante i lunghi periodi di permanenza a terra di quel tempo il Des Geneys non di rado soggiornava a Sassari presso il Governatore di quella provincia, che, sino verso la fine del 1802. era stato il Conte di Moriana. altro fratello del Re, morto appunto nell’ottobre di detto anno.