2!)8 EMILIO FRASCA potè filialmente il 31 luglio far vela alla volta di Gibilterra per adempiere la sua missione in Marocco. Sono assai interessanti i particolari sia marittimi che diplomatici di questa missione. Giunta la squadra sarda a Gibilterra il 15 agosto, l’Ammiraglio non descrive nel suo rapporto di navigazione ma si può indovinare le meraviglie della rada e della città vedendo comparire quella squadra di una marina da guerra fino allora ivi del tutto sconosciuta, e per intanto comandata nientemeno che da un Ammiraglio, mentre neppure il gran Nelson ebbe mai quel grado e quando vinse e morì a Trafalgar non era che Viceammiraglio! Molto cordiale fu, comunque, l'accoglienza del Governatore generale (’onte di Chetam al sardo Ammiraglio il quale rimessagli una lettera del Ministro d’Inghilterra a Torino, ed espostogli lo scopo della propria missione, abilmente lo richiese di appoggio e consiglio per l’adempimento di essa. Il Governatore, che già aveva avuto dal suo Governo istruzioni al riguardo, si mostrò benissimo disposto e per agevolare le pratiche del Des Genevs a Tangeri gli diede una lettera per il Console inglese Douglas, ivi residente, con la quale lo invitava a prestargli i suoi buoni uffici nei negoziati da intraprendere. Volendo, tuttavia, evitare ogni apparenza di preliminare e minacciosa imposizione, e seguendo d’altronde in ciò il savio consiglio del Conte Chetam, rinunciò l’Ammiraglio a recarsi sul luogo con tutta la squadra e mandò invece a prendere informazioni sull’ambiente ed a preparare il terreno alle ufficiali trattative, il Capitano di vascello Wriglit con la fregata di suo comando «Tri-stina ». 11 Comandante Wriglit, inglese di origine e conoscente personale del Console Douglas, adempì in modo perfetto il suo mandato. Ma le notizie da lui portate non consentivano probabilità che l’Ammiraglio pur assoggettandosi a lungo e penoso viaggio terrestre attraverso l’impero potesse, dentro un determinato tempo, personalmente arrivare alla Corte dell’imperatore ed ivi concludere il desiderato trattato. Le vie da Tangeri verso