\u N.° 4L Marghera, 27 maggio 1849. Relazione dell'assedio di llargbera, inserito nel supplemento della Gazzetta di Vienna del 1.° giugno. Le operazioni d’assedio cominciate ai 6 avean subito un ritardo a motivo delle inondazioni prodotte dal nemico, il quale, favorito dalle continue piogge, era riuscito ad allagare le nostre trincee coi cannoni e depositi di munizioni, in modo che per molti giorni i nostri soldati, per rimediare a questo inconveniente, dovettero lavorare coiracqua sino alla cintola; alcuni posti più importanti stettero per dodici ore alla lunga coll’aequa sino al petto. Con gravi stenti si riuscì infine ad asciugare le trincee col forare 1’ argine della strada ferrata, procurando così uno scolo alle acque. Ai 24, alle ore cinque antimeridiane, cominciò il nostro fuoco da novantasei cannoni; il nemico rispondeva vivamenle, e resistette per ben tre giorni, durante i quali noi facevamo fuoco senza interruzione, solo rallentando alquanto la notte per riparare le nostre batterie danneggiate, contro Marghera, il fortino della Stella, il forte Rizzardi e il forte San Giuliano. INoi soli abbiamo tirato sino oggi, 27, circa cinquantamila colpi, fra i quali trentuno mortai gettarono bombe, e quindici obizzi granate, oltre a nove alla Paixhans. Almeno altretanti colpi ha diretto il nemico contro di noi. Noi ebbimo la sorte di fargli saltare in aria sei magazzini di polvere e colare a fondo due bastimenti con munizioni, diretti a Marghera. Il nemico si sostenne bravamente, ad onta del nostro terribile fuoco. Alfine questa mattina ha abbandonalo Marghera e i sopranominati forti, e si è ritirato a Venezia pel ponte della Laguna. Le nostre truppe occuparono immediatamente i forti abbandonali; però nel forte San Giuliano scoppiò una mina,