48 in cammino pel ponte: son già presso il forte; le palle nemiche rimbalzando dinanzi a loro., la minuta ghiaia schizzata li percuote : le bombe impediscono loro il passo; ora vanno, ora si fermano, ora si distendono in terra. Nessuno prima fu ardito di far quella via. Trovarono gente incamminata, ma che s’era arrestata, ed essi col loro esempio la trassero seco . Giunti ad un ponticello che mette nel forte, fulminatissimo, succede in loro un momento di perplessità; uno di essi ripete le parole di Pepe sul Po: « di là l’onore, di qua il disonore » : ed entrano il forte fra gli applausi e gli abbracci de’ loro compagni. Il sentimento del dovere era sacro in quei giovani. Ad un cannone due capopezzi un dietro all’altro erano stati, ferito l’uno, l’altro morto; il terzo slacciava già il grembiale del morto per cingerselo, lordo ancora di sangue, allorché Cosenz, presente, ordinò che quel cannone per allora tacesse. Costava già troppo! Simili atti di disciplina e di coraggio non si verificavano già soltanto fra quei giovani, ma in ogni altro punto del forte, dove fu visto, allo stesso cannone, succedersi al fratello estinto il fratello. Alle lunette ed ai forti staccati, principale bersaglio del nemico,, i cannonieri non erano cambiati che morti. Cosi pertanto, facendo fuoco quanto il nemico, durammo la più gran parte di quel giorno glorioso, distruggendo tre batterie nemiche, N.° 3, 8, 44, e smontando molti altri cannoni. Ma al declinar del sole ricevemmo ordine di rallentare il fuoco, affine di riserbare le munizioni per la notte, in caso che si tentasse un assalto, poiché esse