34 I - L’Albania facilità, se ad una buona amministrazione pubblica si associerà, bene indirizzata, l’attività della popolazione. Ma affinchè l’Albania possa organizzarsi solidamente a Stato moderno, è innanzi tutto necessario che le tribù, le quali furono sempre tra loro divise per guerre e intestine discordie, si uniscano in un solo insieme confederativo di amore e di pace. Soltanto a questa condizione riunendo, insieme i piccoli cantoni, si potrà un giorno contare sopra una vera e forte azione di Stato. Così sarà anche facile dare al paese un ordinamento militare che è di suprema necessità per l’avvenire. Una buona base economica e militare consoliderà l’Albania e potrà incamminarla verso un avvenire sicuro. Si migliorino, dunque, la pastorizia, l’agricoltura, l’industria e il commercio che sono i capisaldi dello sviluppo di un paese e ne individualizzano l’essenza tecnica, portandolo al benessere. Anche l’Albania potrà un giorno prosperare, quando gli Stati balcanici avranno potuto trovare il terreno conveniente ad un loro assetto politico definitivo. L’Albania sarà allora in grado di invocare dall’Europa i diritti che le competono. Il carattere del popolo albanese ha del buono e del cattivo come qualsiasi altro. L’albanese è fiero, superbo, diffidente, senza disciplina; ma queste qualità che vengono riconosciute da quanti rimasero lungo tempo nel paese e che i Turchi sperimentarono per quattro secoli e mezzo, potranno a poco a poco raddolcirsi ed esercitare allora una influenza benefica sopra l’intero paese. Lo studioso imparziale di quest’anima primitiva può vedere le cose in un modo o in un altro, a seconda del suo punto di vista, ma dovrà concludere che il popolo albanese non è refrattario all’incivilimento e che fra esso noi troviamo elementi di svegliata intelligenza e di specchiata onestà, di grande amore patrio e di straordinaria bontà di cuore.