I - L’Albania 27 essere risoluto senza tener conto della vicinanza di quello di Antivari, altrimenti si correrebbe il rischio di stabilire dannose concorrenze. Era qui il porto romano o si trovava più verso Alessio? Trovamenti di catene e di altre ferramenta fanno ritenere che il porto romano fosse nell’attuale colmata verso Alessio, dove esiste uno specchio d’acqua lagunare ancora abbastanza profonda. La rada di Durazzo è ampia, profonda da sei a dieci metri ed esposta ai venti di mezzogiorno e di S.-O. La possibilità di costruirvi un buon porto commerciale non è affatto da escludersi: tuttavia il dispendio, senza essere eccessivo, sarebbe pur sempre considerevole. Il terzo porto per l’avvenire economico dell’Albania, seguendo l’ordinamento dal nord al sud, è quello di Vallona. Il golfo di Vallona che si stende fra la penisola d$l Caraburun e la Lungara ed è protetto nella sua entrata dal-l’isolotto di Saseno, costituisce una zona di mare di notevole importanza strategica. Ben a ragione Vallona fu ritenuta la chiave dell’Adriatico inferiore in tutti i tempi storici, ma specialmente sotto Venezia; e sebbene i caratteri della odierna guerra marittima, specie dopo l’apparizione dei sommergibili, inducano i tecnici a riflettere molto nello stabilire il vero valore strategico e tattico che si può attribuire a questa baja, nondimeno la sua importanza militare, genericamente intesa, è sempre tale da meritare la più attenta considerazione. Quanto all’importanza commerciale della baja di Vallona, già ridotta al tempo dei Turchi, essa verrebbe certo ad essere sensibilmente depressa con la costruzione del porto di Durazzo e delle arterie di allacciamento che sorgerebbero presto al nord e al centro dopo la costruzione della transbalcanica. Onde la questione d’un porto commerciale a Vallona non può essere prospettata per ora. Nella sua parte epirota, l’Albania avrà il porto di {Santi Quaranta, che fu lo scalo di Gianina al tempo dei Turchi e che oggi, invece di perdere, è destinato ad aumentare, perchè da esso verrà alimentata tutta la regione epirota, notevolmente ricca e attiva. Nella costa acroceraunica fra^Vallona e Santi Quaranta, sulla quale si gettano a picco montagne brulle e scarse di popolazione e di valichi, non si trova che il porto Palermo, il solo vero porto quasi naturale fra Cattaro e Prevesa. Anche quel porto era ben noto nell’antichità; di là una via ascendeva le montagne acrocerauniche e guadagnava la valle del Drinupoli. Con questi porti propriamente detti non si dovranno dimenticare anche gli scali fluviali che sono molto utili nel riguardo dei commerci locali. I fiumi albanesi terminano tutti nel versante adriatico e jonico. Il fiume principale del paese è il Drin, lungo circa 220 chilometri e navigabile con barche della portata massima di 10-12 tonnellate dalla sua bocca fino ad Alessio. Il vero dante Giovanni Roncagli e dall’ing. Erminio Granone nel 1913, consegnati in una Relazione al Ministero degli Affari Esteri.