— 68 — me puntate del nuovo romanzo turgheneviano : Padri e figli (Ottzy e djèti). La prima idea del romanzo risale all’anno precedente. « Mi trovavo ai bagni di Ventnor — ci racconta l’autore stesso nel 1869 (1), — una modesta cittadina dell’isola di Wight — s’era nell’agosto del 1860 — allorché mi balenò nella mente la prima idea di Padri e figli, quel romanzo in grazia del quale ho perduto — e, sembra, per sempre, — il favore della giovane generazione russa. Più d’una volta mi son sentito dire e ho letto in articoli critici che nei miei lavori m’allontano dall’idea, o dirigo l’idea; taluni me ne lodano, altri, invece, me ne biasimano. Dal canto mio, devo confessare che io non ho mai tentato di creare una figura se non ho avuto una precisa idea direttiva, un tipo vivente, da cui potessi a poco a poco trarre i necessari elementi. Non essendo io dotato di grandi facoltà inventive, ho sempre avuto bisogno d’un terreno concreto sul quale poter posare saldamente il piede. Così fu anche per Padri e figli. « Come punto di partenza per la figura principale, Ba-zàrov, avevo preso la personalità, che m’aveva colpito, d’un giovane medico di provincia (che morì prima del 1860). In quest’uomo singolare si compendiava, ai miei occhi, quell’insieme di principi, che ricevette poi il nome di nichilismo. L’impressione prodottami da questa persona fu assai forte e, in pari tempo, non del tutto chiara; da principio non potevo neppure rendermene (1) Memorie letterarie, cap. V: «A proposito della pubblicazione di Padri e figli » Pag. 133 e segg.