rivive in racconti, descrizioni, dialoghi, che formano, per la sapiente osservazione e maestria dell’autore, per l’avvincente bellezza e disinvoltura del suo stile, per la potenza della rappresentazione, mirabili quadri dal vero. Per questo un esame, sia pur sommario, delle condizioni generali di vita, delle vicende, delle persone, dei luoghi e degli avvenimenti con cui si trovò a contatto l’autore ha per lo studio della produzione letteraria di Turghènjev — come, più o meno, per quella di tutti gli altri giganti della prosa narrativa e drammatica russa, ed anche sovente per l’opera dei poeti — un’importanza affatto particolare ed è elemento indispensabile per una esatta comprensione e valutazione dell’opera loro. Turghènjev ebbe la suprema sventura di non conoscere la fiamma benefica dell’amore materno e, in fondo, neanche quella di un vero amore paterno. Non già che restasse orfano nella tenera infanzia, ma, assai peggio che orfano, ebbe genitori che non seppero né amarlo né curarlo e che egli stesso disgraziatamente non potè mai né amare né stimare. Ma egli ebbe fortunatamente in dono dalla natura un animo mite e gentile; e la triste, lacrimevole, a volte tragica situazione familiare nella quale visse i suoi anni più teneri, situazione così pericolosa per lo sviluppo e l’orientamento spirituale e morale d'un bambino, non produsse in lui effetti nocivi: accentuò anzi, con la quotidiana constatazione di tante miserie che lo circonda-