— 61 - SCRITTI DI TURGHÈNJEV DOPO IL CONFINO E DURANTE IL SUO NUOVO SOGGIORNO ALL’ESTERO. SUOI PRIMI ROMANZI. « RÙDIN » Precedono la pubblicazione del primo romanzo di Turghènjev: Rùdin alcuni racconti minori, quali: Due amici (Dva prijàtelja) e Un cantuccio (Zatìsce), in cui l’autore si limita a una pittura di persone e situazioni comuni, in una trama amorosa, sulla consueta base di ricordi personali. Buoni lavori anche quelli, in complesso, ma senza alcuna speciale caratteristica che li distingua dagli altri e sui quali non vale quindi la pena di soffermarsi. Maggiore importanza ha invece, non tanto dal punto di vista artistico, quanto dal punto di vista sociale, il romanzo: Rùdin, scritto nel 1855. Rùdin è una nuova incarnazione d’un tipo non del tutto nuovo nell’opera di Turghènjev: ne abbiamo incontrato or ora un suo prossimo precursore nel Faust; suo vicino parente è del pari l’eroe del Diario d’un uomo superfluo (Dnjèvnik islisnago celovjèka), pubblicato nel 1850. E’, in sostanza, un personaggio immaginario, creato dalla fantasia dell’autore, ma ricostruito, a traverso una serie di pazienti e diligenti tentativi, ritocchi e correzioni, su individui reali. Rùdin non è mai esistito, ma sono esistiti ed esistevano al tempo di Turghènjev uomini come Rùdin, i cui tratti caratteristici l’autore rileva e riproduce per creare il suo tipo. C’è, in parte per lo meno, lo stesso Turghènjev in lui: il Turghènjev gio-