— 135 — lui, il più grande dei Russi viventi, il culto delle lettere russe (1). IL CONFLITTO CON DOSTOJEVSKIJ Assai più grave fu invece e s’acuì cogli anni e rimase insanabile fino alla morte l’inimicizia fra Turghènjev e Dostojevskij. Inimicizia fatale, conflitto di mentalità e di animi, che allontanò per sempre l’uno dall’altro due colossi della prosa narrativa russa (2). Turghènjev e Dostojevskij eran due caratteri, due mentalità, due animi profondamente diversi, profondamente inadatti a comprendersi e a compatirsi vicendevolmente. S’eran conosciuti da giovani, nel 1845, dopo che la pubblicazione del famoso romanzo: Povera gente (Bjèd-nye ljùdi) aveva inaspettatamente rivelato al pubblico russo l’ingegno di Dostojevskij. Anche Turghènjev aveva assai ammirato quel lavoro, nel quale Bjelìnskij, col suo fine e infallibile intuito di critico, aveva a prima vista (1) V. pag. 39-40 (2) Sul conflitto fra D. e T. esiste un ampio studio recente di Jurij Nikolskij: Turghènejev i Dostojevskij: istorija odnoj vrazdy (Sofia, 1921). Se ne occupano anche, più o meno diffusamente, N. M. Gutjar: Ivan S. Turhgènjev, (Jurjev, 1907), pag. 327-346 e I. Ivanov: Ivan S. Turghènjev, (Niezin, 1914) pag. 640-646. Il conflitto che rileva la storia delle relazioni di Turghènjev e di Dostojevskij, — scrive A. Mazon — non è né di ordine personale né, meno ancora, d’ordine aneddotico. Esso oltrepassa la portata d’un episodio biografico : sono due nature, due destini, due opere che s’oppongono l’una all’altra e, anche per questo, esso appartiene alla storia letteraria.» (A. Mazon: Quel-ques lettres de Dostoevskij à Turgenev nella Revue des Études Slaves, voi. I, 1921).