240 L ADRIATICO NELLA STORIA carono di acquistarsi la simpatia del popolo colla mitezza di governo e coll'introduzione di riforme, ormai richieste insistentemente dalle esigenze dei tempi. In conseguenza di ciò anche tra i patriotti italiani presero consistenza due correnti, del resto elementari. Gli uni, i più ferventi e radicali, volevano spazzar via tutti gli stranieri ; gli altri, moderati e conservatori, pensavano che forse si sarebbero potuti ottenere dei sensibili miglioramenti politici anche con un federalismo costituzionale. In tale subbuglio di tendenze compariscono in Italia, come poco tempo prima Napoleone e Mettermeli, due nuove figure d’uomini, che nel loro nome riassumono due programmi opposti: Mazzini e Radetzky, venuti nell’alta Italia (Padania) uno dall’occidente, l’altro dall’oriente. Nel 1831 fu trasferito a Milano il già noto capo dello stato maggiore generale Radetzky, non più giovane (era nato nel 1766) che rimase d’allora in poi in Italia fino alla sua morte, avvenuta a Milano nel 1858, e può essere qualificato il rappresentante obbediente, ma inesorabile, dell’oppressione militare. Mazzini, il solitario, ascetico, infaticabile apostolo e palriotta repubblicano, esule in Svizzera, aveva fondato nel 1832 l’associazione della «Giovine Italia» e diretto al re Carlo Alberto di Sardegna quella famosa lettera, che lo eccitava a mettersi a capo dei liberatori d’Italia. Per comprendere bene quest’invocazione alla futura «spada d’Italia» : bisogna tenere presenti le condizioni generali d’Italia e quelle particolari del regno di Sardegna. Il malcontento era generale in tutte le tre parti d’Italia, ma da esso solo non sarebbe uscita ancora la libertà. Occorreva trovare il nocciolo di una organizzazione civile e militare, segnatamente, capace di raggruppare attorno a sè le forze vive e turbolente degl’italiani per disciplinarli e condurli alle guerre di liberazione. La bassa Italia non si prestava a questo scopo per la sua corruzione civile, cui seguiva fatalmente l’impreparazione e deficenza militare, come s’erano potuti persuadere i patriotti dal-l’inìfelicissimo esito dell’insurrezione del Pepe nel 1820. E poi nel Napoletano regnavano principi stranieri.