L'Austria 231 Il movimento fu seguito subito dagl’italiani. Caduto Napoleone il romanticismo nella letteratura ed i Carbonari nella politica cercarono di promuovere da una parte la coltura del popolo e dall’altra di prepararlo all’idea delle libertà costituzionali e dell’unità d’Italia. Erano questi i primi passi da farsi necessariamente sulla via della redenzione, e la direzione fu presa dalle classi colte. Mancando l’appoggio di una vasta opinione pubblica i patriotti italiani procedevano a tentoni, talvolta con atti sbagliati, ora in una parte d’Italia ed ora nell’altra, approfittando di tutte le cause di malcontento per sobillare e far propaganda contro le dominazioni straniere. Nell’alta Italia le popolazioni erano irritate a causa delle irragionevoli ed esagerate persecuzioni poliziesche dell’Austria, nella media contro la reazione religiosa e nella bassa per il malgoverno amministrativo che aveva fatto nascere banditi da tutte le parti. In quest’epoca il centro delle agitazioni stava appunto vicino all’Adriatico nelle Romagne, a Parma, a Modena, ove il carbonarismo aveva messo le più salde radici. È anzi interessante di far conoscere la bizzarra idea dei più avanzati fra i Carbonari, di sostituire ai governi stranieri la repubblica ausonica. Questa doveva essere formata dal continente italiano e dalle isole e coste dell’Adriatico, appartenente alla repubblica veneta, fino alle Bocche di Cattaro. Malgrado l’insistente sorveglianza della polizia scoppiarono insurrezioni nel 1820, come riverbero della rivoluzione spagnola, a Napoli ed a Torino per le quali il re delle Due Sicilie e quello di Sardegna furono costretti a concedere la costituzione. Nella Lombardia scoppiarono i moti insurrezionali del ’21. La rivoluzione di Napoli, capitanata dal generale Pepe, ebbe a teatro particolarmente il versante tirrenico degli Apennini, sebbene l’insurrezione si fosse estesa anche alle Puglie e nel Molise, e venne repressa senza speciali conseguenze per la storia dell’Adriatico. Per ciò e per brevità ci limiteremo a dire qualche dettaglio solamente dei fatti del Piemonte, che si mostrarono più importanti anche per le loro conseguenze. L’Italia attorno al 1820.