136 L’ADRIATICO NELLA STORIA estendere, a scopo principalmente commerciale, la sua signoria. Un’espansione di Venezia sui territori circostanti di terraferma era ostacolata dai Papi e dagli imperatori di Germania. Alle sue spalle nelle regioni dell’Adige c’era il vescovato di Trento, ad oriente il patriarcato di Aquileja, a mezzogiorno oltre il Po le Romagne (contea di Co-macchio, esarcato di Ravenna, ecc.) tutto feudi ecclesiastici, più in dentro le città lombarde capitanate da Milano, che lottavano anche contro nemici più potenti di Venezia. Per ciò s’era rivolta alla costa orientale adriatica, ove l’impresa si presentava molto più facile e, come si è veduto, era anche riuscita. Approfittando delle crociate Venezia s’era spinta anzi molto più in là nel Levante, in mari e regioni che non interessano direttamente il nostro argomento, ma dei quali si deve far cenno, perchè a causa di loro Venezia venne dal XIII al XIV secolo in una lunga lotta con Genova. Questa lotta durò centotrent’anni e finì col trionfo di Venezia dopo la vittoria navale di Chioggia (1379). Durante questa lotta però Venezia ebbe a subire per parte dei Genovesi due disastri navali proprio sull’Adriatico, che meritano di venir ricordati, perchè da loro si possono trarre degli utili ammaestramenti per il presente. Nel 1298 i Veneziani si scontrarono coi Genovesi nelle acque di Curzola. L’ammiraglio genovese Lamba Doria si pose sopra vento e con polvere di calce viva accecò gli equipaggi veneziani del Dandolo. L’esito dello scontro fu una segnalata vittoria dei Genovesi sui Veneziani, in casa si può dire di questi, riportata a merito dell’astuzia del condottiere genovese. In questa battaglia una galera veneziana era comandata da Marco Polo (il grande autore del Milione) che una tradizione, forse confusa, vorrebbe fare nativo di Curzola. Nel 1379 i Veneziani incalzati dai Genovesi dovettero accettare battaglia nelle acque di Fasana presso Pola. Nella celebre battaglia del 9 maggio di quell’anno Vettor Pisani, il generale veneto, uccise Luciano Doria, l’ammi-