2 STORIA DEL CONSIGLIO DEI DIECI di Francia, aveva rotto ogni buon accordo con lui; e, quindi, aveva anche ragione di temerlo. Perciò, egli partì pel Friuli; e Luigi, congedata buona parte del suo esercito, rivarcò i monti, lasciando, per tal modo, alla república, una speranza che eccedeva ogni sua aspettazione. Ed essa, allora, si portò in modo da meritarsi la benedizione di tutti gli Italiani, e da procurarsi, quando men sei pensava, la propria salvezza. 1 Turchi, allora, stavano intenti per vedere se mai, com’era già avvenuto ai Franchi ed ai Longobardi, stranieri di loro non meno abborrili, fosse possibile il trar partito dalle miserande nostre discordie: e, per ciò, avevano istantemente offerto ai Veneziani ogni sorta di sussidii e di proiezione. Ma costoro, con lodevolissimo consiglio, rifiutarono soccorsi tanto pericolosi; e fu per ciò solo che la república ebbe ancora qualche secolo di vita. In vista di che, il papa si mostrò subito disposto a più benevoli sentimenti; e, perchè fosse fatto con una cerla prudenza, onde non adombrarne gli alleati, permise ai veneti ambasciatori di comparirgli dinanzi. Non ostante, le cose non sarebbero riescite troppo a seconda per l’Italia nostra, senza l’antagonismo tanto antico, e, fortunatamente, in molte occasioni per noi tanto avventuroso, dell’Inghilterra contro la Francia. Per il che, il sagace governo della república seppe guadagnarsi l’arcivescovo Yorck, ambasciatore inglese a Roma, il quale, tanto per far dispetto alla Francia, coniulto l’impegno s’adoperò onde toglier di mezzo ogni ruggine tra Roma e Venezia. intanto, ben saggiamente pensò la república a fortificar Padova, ed a provederla di copiose munizioni da