274 STORIA DEL CONSIGLIO DEI DIECI hospitio in casa dell’ambasciadore spagnuolo residente appresso di noi, ove fermandosi qualche tempo, come forastiero, non darà sospetto alcuno alla corte, et nè meno ad altri che pratticassero nella medesima, col supposto di essere persona sconoscente, et applicato solo a servigio particolare ; in tal modo potrebbe questo tale riferire tutti li andamenti dèlia corte stessa a chi sarà poi appostato da noi. Per fare questo viaggio et per premio dell’opera sia data incombenza al nostro ambascia-dorè di patteggiare; ma non doverà incaminarlo se prima non avvisa il concerto et la spesa al magistrato nostro; acciò sij ancor noi, esaminata la persona, la pretesa et la promessa, possiamo deliberare quanto sij di dovere. Questo dispendio sarà valevole a scoprire alcuno dei nostri che havesse intendimento con la corte, mai sarà mal fatto,- perchè ogni soldo è ben speso per rendere valevole questa indagazione; se poi non scuoprà cosa alcuna , sarà anco ben fatto per quietezza degli animi nostri, potendo all’ bora maggiormente assicurarsi, che nel corpo molto grande del nostro senato non vi sij membro alcuno che tende alla corruttione. 18.° Diligenza niente minore, ma con maniera diversa si deve praticare con la corte di Roma, ove il male è forse più pericoloso, perchè è fatto come incurabile per consuetudine, et è essente di quel rossore , che prova ogn’uno che habbi comercio con altri prencipi; perchè il negociare con quella corte, per una opinione pessima del negocianle, è creduto libero di censura. INon occorre però che s’affatichino li inquisitori di tener mezzo valevole per scoprire chi de’ nostri cornerei con monsignor Nuntio; perchè digià è cognito che conversano