78 STORIA DEL CONSIGLIO DEI DIECI remo che vi passerà via a guisa di tórrenle (1). Al che avendo risposto il senato che la república, dopo avere tentato ogni mezzo per conservare l’amicizia della Porta, avrebbe tentato anche ogni via per provvedere al mantenimento de’ suoi diritti , il Sultano fece arrestare il Bailo e tutti i consoli della república residenti nel suo impero. Tosto una grossa llolta uscì dai Dardanelli, e si pose in vista dell’isola di Cipro, capitanata da Piali, rinnegalo ungarese, sotto gli ordini del pacha Mustafà. Era una flotta di oltre 200 vele, sicchò stolta impresa avrebbe tentala il governatore dell’ isola cercando di opporre resistenza. Ritirò dunque le sue truppe nelle fortezze di Nicosia e di Famagosla; fu per il meglio. Era poi di somma urgenza che il veneto senato mandasse soccorsi di gran rilievo alla assediala colonia; ma i soccorsi si fecero, pur troppo, aspettare. Ben Irova-vansi 90 galee della república nel porlo di Zara, sollo il comando di Gerolamo Zani; ma la flolla turca era poco men che del doppio, ed il tentare di assaltarla era lo slesso clic movere incontro ad una sicura sconfìtta; e indarno aspellavasi i promessi soccorsi dalla Spagna. Per sopraggiunta di malanni, s’appiccò fra i soldati veneti la malattia dello scorbuto, che molti ne trasse alla morie. Muslafà, resosi così padrone di quasi tutta l’isola, cominciò a metter l’assedio dinanzi a Nicosia, assai mal provvista di uomini, di armi, e di viveri, per la ragione che Aslorre Baglione, governatore dell’isola, credendo (1) Vedi la corrispondenza del signor Foix, ambasciatore di Francia a Venezia, citata dal Daru.