CAPITOLO Vi. 157 siglio dei Dieci, e, esaminati i varii pezzi d’artiglieria, li trovarono in istato di poter ottimamente servire. Jaffier, intanto, persuaso d’avere alla fine trovato modo di salvare la república ed insieme i compagni, si recò da Bartolomeo Comino, secretario del consiglio dei Dieci, e gli disse d’avere un’imporlantissima rivelazione a fargli, purché il doge, il consiglio ed il senato promettessero con giuramento di salvare lavila alle persone che ne potessero restar compromesse, qualunque fosse il loro delitto; senza di che, ruinasse pure lo stato, non gli avrebber potuto strappare di bocca una parola, per lusinghe, minaccie o tormenti. 11 che, udendo i Dieci, si raccolsero all’istante; trovarono necessario di dare e di indurre anco il doge a prestare il voluto giuramento; per cui il Jaffier, coll’animo rassicurato, svelò punto per punto tulio il piano della congiura. Pareva impossibile che si fosse potuto ordire una trama così vasta e profonda senza che avessero ad accorgersi quei Dieci così oculati, i quali non credevano millanteria la pretensione di conoscere persino le più intime latebre del cuore d’ogni Veneziano. Ma, infine, mandato il Comino a verificare al campanile delle Procuratie, ed all’arsenale, dovettero, pur troppo, persuadersi della orribile verità. Gli arsenalotti vennero arrestati all’istante : i Dieci poi, sopraffalli da indicibile terrore, mandarono tosto alla casa della Greca (1), nella spe- (1) Alcuni istorici asseriscono che questa Greca sia un personaggio ideale, per vaghezza romantica, come oggi diremmo, introdotta dal Saint-Réal nel suo racconto, dal quale il Revere, nel suo dramma, ha saputo cavarne un eccellente partito. Abbiamo voluto di ciò renderne avvertito, per sua norma, il lettore.