262 S. MARIA DELL’ORTO sulla pradella del quale leggesi la detta inscrizione. É dedicato alla Vergine e a San Giovanni scolpite vedendosi queste parole : VlRCI NI DEIPA RAE DILEC TOQ . DI SCI PVLO SA crvui cosicché il cattivo quadro di S. Carlo Rorromeo, che oggi è nella nicchia, fu probabilmente sostituito a una antica tavola che avra rappresentato la Vergine e il diletto discepolo. La famiglia sembrami di origine piemontese e di condizione mercatante, trovandosi nello stesso secolo un Marco , e un Sebastiano Bai-biani F uno nel 1075, l'altro nel i586 guardiani dell’ Arciconfraternita di San Rocco , come dall’ Elenco nel T. III. delle venete chiese di Giambatista Soravia. Altrove pure ne avremo memorie. Il Palfero in questa malamente aggiunse Akno innanzi al millesimo. 2 6 D.O.M. I IACOBYS MAVROCENVS | SENATOR AMPLIS. I ANDREAE FILIVS DE CONFIN. I S. THOMAE I SIBI I ET HAEREDIBVS I POSVIT | XIX. KAL. IANV. A. D. MDCCXLVIII. Poco lungi alla precedente sul suolo. Iacopo MonoStNi figlio di Andrea q. Girolamo , era nato del 1666, 28 dicenj^re, come dalle Genealogie patrizie, e fu delle Quarantie, e senatore. 27 ... OPT. MAX. D | ...ARAE DVODAE VEL MAX. I VIVIS ET POSTERIS PVDICITI | AE EXEM-PLO VXORI AMANTISS 11MAE.P. D.NICOLAI. F. ET FILII PIEN 1 TISSIMI CONDIDERE t MCCCCLXLYI i NONIS IVLIIS. Poco discosta sul pavimento leggesi anche questa alquanto corrosa nel principio. E’ epoca è MCCCCLXLVl cioè 1496; quindi il Palfero intese male 1/(64. Esso fallò poi anche nel copiare vel max. ivstis. et post, invece di VEL max. vivis et post, e fallò pure nel porre nonis sevtembris. invece di nonis ivliis. I’assò poscia nella famiglia Bontempo la proprietà di questa tomba, scrive il mss. Driuzzo. Pietro Dvodo figliuolo d» Nicolò q. Arsenio q. Pietro insieme co’ figli suoi pone tomba a Chiara Gabrieli figliuola di Alvise q. Benedetto, sua moglie, e madre rispettiva. Così dall'autentico libro mss. Nozze di M. Rarbaro che pone il matrimonio di Pietro nel 147°. comunque nelle copie delle Genealogie di esso Barbaro si dica moglie di Pietro Duodo non Chiara Gabrieli ; ma Chiara Lion f. di Nicolò q. Giovanni. Il Cappellari concorda colle Nozze del Barbaro . Nicolò Dvodo del 1482-85, era podestà di Bergamo, e del 1487 era destinato capitanio a Rrescia, ma mori prima di andare al Reggimento. Tanto abbiamo dai mss. Reggimenti. Di Pietro suo figliuolo non ho cose a notare. Ma ben è conveniente che qui si faccia ricordanza di un suo parente , contemporaneo; e dello stesso nome , cioè di Pietro Duodo f. di Luca (fratello del detto Arsenio ) q. Pietro. Questi fino dal 14^4 eletto venne a capitano dell’armata nostra sul Lago di Garda, come bassi dal Sabellico (1). Poscia nel 1495 fu eletto a capitano di que’ soldati detti Stradiotti che la Repubblica raccolti aveva da Modone,da Corone, ed altri luoghi della Grecia onde rinforzare l’armata contro i Francesi ; e trovossi quindi presente alla rotta eh’ ebbe Carlo Vili al fiume Taro da’ Veneziani nel detto anno. Poi nel x498 era provveditor dell’esercito in Toscana contro a’ Fiorentini in soccorso de’ Pisani ; ma non ben soddisfatta la repubblica del governo di lui, (1) Historia. edit. 1487. fnl. Venetiis (deca I\ lib. II,) e nella edizione pur latina fatta in Basilea del i556 a p. io35, come nell’altra ediz. 1718. T. II. p. 85i; il perche per errore nella traduzione lattane da Lodovico Dolce e impressa anche nel 1747. T. II. p. 44o, si legge Pietro Dieclo invece di Pietro Duodo. Paolo Morosini altro storico nostro ( Hist. Veneta p. 621 >lo‘chiama Andrea Duodo, ma anch’egli erroneamente , perchè storpiò il Sabellico latino il quale dice che quella impresa fj commessa a Pietro Marcello figlio di Andrea finché venne Pietro Duodo : negotium primo Petro MarcelloAndreae filìo datum : qui tamdiu classi praefuit donec Petrus Duodus iussu patrum eo missus est. reggasi quindi quanto è facile errare chi sta ad un solo storico senza confrontare cogli altri,