34 CORPUS DOMINI . ingresso in Udiné - Dopo avere visitata la sua diocesi, s’avviò nel 1654 a Verona per decidere su’ litigi nati fra quel vescovo suo suffraganeo, e i canonici di quella Cattedrale, pretendenti che il vescovo non avesse autorità sopra di loro, ma che immediatemente fosser essi soggetti alla sede aquilejese. In memoria della sua andata a Verona fu fatta scolpire da’ canonici nella sagrestia della cattedrale una lapide che è riportata dal Palladio, e di cui un’esatta copia mi mi fece avere il chiariss. ab. Cesari di Verona . E scolpita nella detta sagrestia sopra la porta che mette al peristilo di sant’Elena. MARCO GRADONICO \ PABTIARCHAE AQF1LF.IEN. ] IX-CO HIP ARABILI TLAVSr | VBBONAM INGRESSO | IH S. UELEjyAE SACRIS OPERATO | ASSISTESTIBrS RECTORI-BFS | ATp. MAGISTRATIBVS \ XV. KAL. SEXTILIS . MDCXXXlr j CASOSICOBFM COLLEGI?M | ORDINARIO aro. p. Cooperò grandemente nel i642 col luogotenente Francesco Viaro per lo stabilimento del monastero di donne di s. Nicolò di Udine che era stato eretto nel 154 l dal patriarca Bertrando; il che pure ricavasi da inscrizione nel Palladio copiata. Concorse anche il Gradenigo cogli Udinesi per la salvezza della repubblica in occasion della guerra contea i Turchi nel 164-5-4ò, ed offerse di pagare ogn’anno, durante la guerra, mille ed ottocento ducati . Assistette alla solenne riposizione in quel Duomo del corpo di Eugenio martire estratto dalle catacombe di Roma . Un’ epigrafe del 16'>5 che ciò narra, io vidi collocata nella cappella delle Reliquie sulla parte a dritta, in marmo nero a caratteri d’oro; ess^ è parimenti nel Palladio. Ricolmo di meliti, e compianto du’suoi, morì nel 16 febbra- io del i(T>6. Vedi il Palladio ( Hìst. del Friuli T. II, pag. 291, 296, 299, 609, 316, 027, 55o) . Lodovico Moscardo ( Ilist. dì Verona, ivi . Rossi 1668, p. «7, lib V ). L’Ughelli, ( T. V, col. i39) . 11 p. de Rubeis Monuni. eccl. Aquil. col. 1123, 1124 ) . 11 Cornaro, ( Cretae sacrae T. II, p. 443 ) .Giovanni Zanoleo prefetto del seminario aquilejese dedicò al patriarca Gradenigo Quaestio de sacrosancto Mi .me Sacrifìcio, ec. Utini ex'l'ypogr. Nicolai Schiratti 1611, 4. Di Guidiamo Giudewigo- fratello di Marco, che in morendo aveva egli eletto a suo successore nella sede d’ Aquileja, parlo fralle epigrafi dell’isola di san Clemente. Gianjacopo Givadenìgo figliuolo di Daniele q. Gianjacopo, e di Lugrezia Moro f. di Girolamo, era nipote ex fratre del patriarca Marco . Dicesi nelle genealogie di M. Barbaro, che avea vestito l’abito chericale, e che mori del 1647, in assai giovanile età. Daniele padre del giovane Gianjacopo, e perciò fratello di Marco, è quello nominato al seguente numero 24. L’inscrizione ho copiata dal Martinioni, non avendola veduta. La stampa dice jffixis per jffinis . È anche nel mss. Moschini. 24 D. 0. M. | DANIELI GRADONICO ! TN PRIVV-TIS ! PIETATE INTEGRI TATE HVMARITATE t VIRO OPTIMO I IN PVBLICIS I PRVDENTI A AEQVITATE ANIMI CONSTANTIA I SENATORI AMPLISSIMO | QVOD I INTEMERATA E VITAE INNOCENTI A | TOGAM SV AM VEL FRATERNIS | INFVLIS PAREM EFFECE-RIT | INTER COGNATORVM PONTIF1CVM BVSTA I BARTHOLOMAEVS EPISC. TARV1S. ET | HIERONYMVS SENATOR FRATRES | PARENTI DE SE BENEMER1TISS | IVRE MO-NVM. I P. Daniele Gradewigo figliuolo di Gianjacopo q. Bortolo, e di Manetta Zeno f. di Francesco, nacque del i6o5. Nulla di più di ciò che ha l’inscrizione ho trovato su lui. Mancò a vivi nel 1648 giusta la genealogie di M. Barbaro . Bartolomeo suo figlio nacque nel i63fj a’ 10 di luglio da Lugrezia Moro q. Girolamo. Vestito l’abito di chiesa, e addottoratosi in ambe le leggi andò a Roma, e fu Referendario del-l’una e l’altra segnatura, uno de’ prelati della Congregazion del Buon Governo, e prelato domestico di Alessandro VII e di Clemente IX, dal quale nel 14 novembre 1667 fu assunto al vescovado di Concordia. Da questo, poco stante, cioè a’ 27 di febbrajo 1668 traslocato venne a quello di Trevigi. La bolla però colla quale Clemente IX a questo lo destina è in data 10 marzo 1668 , e stassi co’ processi degli atti successivi nel capitolare Archivio di Trevigi, siccome avvisami il gentilissimo abbate Filippo Avanzini bibliotecario, Quivi del 1670 celebrò un Sinodo, le cui costituzioni veggonsi a stampa col titolo: Constitutiones il tu.str.. et re ver. DD. Bartholomaei Gradatici Episcopi Tarvi-sini promulgarne in Synodo prima diebus 16, 17, 18 septembris MDCLXX. Tarvisii apud Paschalinum a Ponte 1681 . Ed avvene una seconda edizione, sul cui frontispizio si dice del vescovo, nec non, Sanctissirni L).L). N. Innocen*