u4 S. ZACCARIA. domandati; nel qual affare usò il Sanuto assai destrezza, e seppe indurre un turco di mollo grado é di onore, che allora trovavasi in Ca-stelnovo di Dalmazia, e i compagni di esso a dare i conti, e a farne, secondo il voler della repubblica* solenne scriltura. E di questo fatto che fu di maravigliosa riuscita , diedero ampia testimonianza in senato Pietro Zeno, e Tommaso Contarini che erano stati oratori a Costantinopoli . La seconda è che avendo i Pastrovic-chi ( nazione feroce per natura, e nell armi e nelle stragi nudrita, situata nel territorio di Catlaro) occupato il luogo chiamato&jnia Maria di Rottezzo (la Madonna di Ilotaz) assai importante posto nelle giurisdizioni che allora erano del Cardinal Pisani, il Sanuto, anziché usar della forza secondo I’ ordine dalla repubblica avuto, seppe così bene adescar a parole, e minacciare quegli animi, che non solo cessero volontarii alla repubblica il detto luogo, ma ancora chiesero perdono della ingiuria fatta, offrendo le vite loro in ogni futura occorrenza. E di questi due fatti ( il primo de’ quali per quanto sembra avvenne circa il 1 n5 l e i552 in cui Pietro Zeno e Tommaso Contarmi erano am-basc. a Costantinopoli, e il secondo poco dopo) ià fede Pietro Basadonna nella Orazione che qui sotto ho notata . 11 Sanuto , venne a morte nel 1 i50 a’6 di maggio , secondo le genealogie di IVI. Barbaro; e i necrologi Marciarli, ( sebben il Morosini nel Lib. VI. p. 6t5 dica che del ió/j.5 era già morto) , lasciata avendo numerosa discendenza, perchè notansi tra figli sUoi, e nipoti più di cinquanta individui ; fra’ quali figliuoli si fu quel Livio Sanuto di cui ragiono nelle epigrafi di santa Maria dell’ Orto. Francesco registrasi fragli scrittori Veneziani trovandosi di lui : Epistola Francisci Sanuti equitis ad Angelum, Marcum , et caeteros fi-lios in qua plura de sua adRomanorum regem legatione disserit. Comincia Cu/n superiori-bus annis a senatu missus . Sta manuscritta in un codice miscellaneo eh’ era di casa Soranzo n. MCGXXIV, descritto nel tomo II. del catalogo de’codici Soranzo al n. 18. Vi segue dopo la Relazione che comincia. Bella et honorevole consuetudine è questa, ser.m0 principe, e finisce ; Perchè con la catena et senza patena sempre li sono incatenato (alludesi alla catena d’oro avuta in dono dal re nell’ atto del partire ) . Di Francesco Sanuto han fatta menzione varii fra gli storici nostri : ma alcune particolarità qui sopra indicate , io le trassi dal seguente opuscolo : Oratione della nobiltà, della vir- tù , e d' alcune operationi del durissimo ni esser Francesco Sanuto il coralliere fatta da Pietro Basadonna a sodisfattione di quell'obli-go del quale si tiene debitore sendogli nipote per non bavere nè dalla fortuna nè dalla natura altro thesoro da offerire agli infiniti meriti d’ un tanto zio. ( Mss. in carta del secolo XVI. presso 1’ ab. Giannantonio Moschini , in b.y"; elegantemente scritto in carattere corsivo ). L’autore vi parla anche di altri suggetti della famiglia, ed è noto per una orazione detta in morte del patriarca nostro Pierfrancesco Contarmi . Venezia 15J»7, 8. inserita anche nella raccolta del Sansovino ( T. II. p. oj edit. 1584 ). Ma di questa posseduta dall’ ab. Moschini non so se altri abbia detto prima d’ora. Lo Zeno nella vita di Paolo Paruta ( p. XII) , e nelle annotazioni alla Bibl. Fontanini (T. I. p. 182 ) chiama il Basadonna uno de’ più eloquenti oratori della patria, giovane di gentilissimi costumi e di dottrina . Era figliuolo di Alvise q. Alvise Basadonna e di Marta Sanudo f. di Ange- lo q. Francesco, quindi sorella del cavaliere Francesco , e morì del 1572. Della casa Sanuto già detta Candian abbiamo altrove delle memorie. Di essa , oltre i ma-nuscritti genealogici e le cronache nostre, ha anche trattato il co. Giacopo Zabarella nel libro: Tito Livio Padovano overo historia della gente Livia Romana et Padovana et della se-reniss. fameglia Sanuta Veneziana . Padova per Giacomo Cadorin 1669. ristampato in Venezia per Antonio Zatta nel 1782, in 4-° colla continuazione dell’ Albero Sanuto da s. Polo, a p. 67. Ed ha pubblicato un albero della famiglia Candiana l’accademico Agiato Dorasio con lettera 5 dicembre 1760 indiritta all’ab. Bru-nacci. Venezia perii Zatta, 1760. 4, come ricorda il Temanza a p. XXXI. in nota alla Dissertazione sopra il Territorio di sant’ Ilario , Ven. 1761. fol. CORPVS S. ZACIIARIAE ! PATRIS S. IO BAPTIST AE Sopra il secondo altare nella navata a dritta dedicato al santo titolare e fabbricato nel i5gg, secondochè leggesi scolpito nel fregio m. d. ic. avgvsti evvi collocata un’urna marmorea colla detta epigrafe, e sopra 1’ urna un angiolo col breve. benedictj's Dttrs devs israei qvia risi-TAFIT ET FEC1T REVE31PT10NEM,