LA CERTOSA. 53 vaso (contrada de’ ranti Gervasio e Protasio ), e fu senatore illustre non men del figliuolo. Fino dal resse Padova come l.apitanio ( Orsato Reggini p. 4 ' ) • Era già provveditore in campo, quando del 14^1 per la elezione del veneziano pontefice Eugenio IV fu spedito a Roma ambasciator d’obbedienza ( Sanato, colonna 1015). Udine ebbe anche lui luogotenente nel i454> avendo fatto nel suo governo riparare la Rocca di Monfalcone ( Palladio. Storie, parte 2, p. ao). Oratore andò a’ Fiorentini nel 14Ó9 a fine di persuaderli a mover guerra contra Filippo duca di Milano, ( Saitei-lico dt-c. 111, lib. ut. p. 584, e ibid p r>^o ) sebbene il Biondo da Forli scriva che vi fu mandato Iacopo Donato ( ¡Ustorie, seconda parti'., pag. 117 t., ediz. 1544 ) - A Francesco Sforza nel congresso di Cavriana fu pure oratore nel 144 ' per la conclusion della pace col duca di Milano e per difendere, occorrendo, la causa della repubblica ( Sabel/ico lib. V, p. 647 . Sa-nuto col. iio5 ). Finalmente dopo essere stato per ben olto volte in patria consigliere di Dorsoduro, fu promosso alla dignità di procuratore di san Marco de Ultra nel i5 febbrajo, oppure nel 17 di detto mese, del 1442 ( Coronelli, p. 45) Mori, giusta le genealogie patrizie del 144&ì e fu, secondo alcuni , sepolto in questa chiesa, e secondo altri in quella della Carità. Avea ritratto fra gl’illustri uomini dipinti nella sala del Maggior Consiglio, innanzi che si abbrucias* se, come nota il Sansovirio ( p. ,ir>i tergo. Ve-netia descrìtta ). In un codice di epistole scritte dal celebre letterato nostro Francesco Barbaro, del qual parla 1’ Agostini ( T. II, p. 99 e i5i ) trovansi alcune indiritte al nostro Francesco Barbarigo, dalle quali si riconosce in quanta estimazione egli fosse presso il Barbaro. Una di queste io pur vidi, e sta a p. io5 t. di uno de’ codici Marciani, contenente Epistole del Barbaro latine; essa comincia: Etsi ex urbe discesserim pestilemiae caussa facere, ta-men non possum quin sicut debeo da repu. so-licitus stai. . . Audio, quod felix fauslum sit, Burgum Leuci proxirnis diebus summa vi tandem expugnatnm ac direptum esse, ec. Quinci dà consigli ottimi per la conservazione di quel borgo. È datata da Trevigi nij idus iulias 1447» e non è fralle stampate in Brescia nel 1745. Una lettera latina del Barbarigo diretta a Guarino veronese, uomo dottissimo, in risposta di una con cui Guarino s’era allegrato per la prefettura di l'adova a lui data, trovavasi in un codice miscellaneo num. 3oo cart. in 4 0 che era della Libreria della Salute, e cominciava: ¡ntellexi satis ex tuis litteris, e in fine: Deum exorn. lix Venetiis ir nonas octobres. Una co-ia di questa epistola di mano del cavalier bi-liotecario Morelli stà fralli codici Marciani latini; e questa copia e tante altre fatte per oggetto di studio da quell’ eruditissimo uomo riescono preziosissime oggi che molti codici, don-d’egli trasse, non sono più tra di noi, o almeno non si sa chi di noi li possieda. Attribuisconsi f»oi al nostro Francesco alcune epistole in versi atini le quali esistevan manuscritte in un codice della libreria àaibante in Verona, scritte nel secolo XV, Ciò viene notato e nel catalogo Sai-banti p. 194* e dal Vlazzucchelli ( Vol. Il, parte I, p. 245 ) dove parlando di Gianfrancesco Barbarigo auditor della Rota Romana, morto in Roma nel 1480 ed autore di alcune decisioni che trovansi stampate nella raccolta delie decisioni di essa Rota, dice ehz forse non è diverso da Francesco Barbarigo del quale ora abbianri parlato . Egli è senza dubbio diverso , essendoché il nostro avea nome Francesco e inori del i448, e quel Gianfrancesco, e mori nel 1480. Siccome però il cataloga de’libri già posseduti da GiulioSaibanti ( Verona 1704. 8 ;è pieno di errori, cosi non saprei dar per sicuro il nome e cognome di Francesco Barbarigo ; leggendosi per esempio, a p. 207. Palladii Ruttili Talari invece di Rutilii Tauri, 4 ILLE PROCVRATOR VENETA | MODO MAXI-MVSVRBE| ORSATVS 1ACET HICIVSTI | NIANVS EQVES. | QVI TVRCOS BIMARI GLASSIS | PRAEFE-CTVS AB ISTHMO | DVM FVGAT O FATVM QVAN I TA TRO-PHEA RAPIS | DECESSIT ANN. X. MCCCCLX | HIT. V. IDVS QVINT.I MARINVS IVSTINII ANVSP ATRVO t DE SE BENEME I RITO EXTRVI | CVRAVIT Ousato Givstiniano, che fra i più cospicui veneti personaggi del secolo XV risplende , ebbe a padre Marco f. di Orsato, e a madre una figliuola di Gabriele Soranzo dal Banco ( Alberi Barbaro ) . Per le nozze di una figlia del signor di Mantova con Leonello figliuol naturale del marchese di Ferrara mandaronsi ambascia-tori nel i/|5o Ambrogio Badoaro e Orsato Giustiniano , vestiti con manti di velluto cremesino