S. MARIA DELL’ ORTO 25. Bartolamko Michele nobile Veneziano prese I’ abito della Religione de’Gesuati nel i4o4-Uomo fornito di tutte le belle virtù inorali e principalmente della pazienza, carità , ed u-miltà fu mandato a Lucca per assistere un certo frate Rainero ammalato e dicotal aspra natura che nessun potea stargli a’iianchi. l*ur il Michele non si dipartì mai da lui, ed ebbe così mille occasioni di esercitare le dette vir-tudi. Tornato a Venezia mori nel »422 a’ io di novembre lasciata di se famadisantissima vita. Paolo Morigi a pag. 2D9 e seg. della ///-storia de Gesuati, (Venezia i6o4- 4-) c>° scrive e dietro a lui) altri. Nelle Genealogie patrizie di M. Barbaro della casa Michìel non c’entra; e il Cappellari il pone fra gli illustri di essa. 11 patriarca Tiepolo lo nvette fra’ Beati nel primo Indice. >5. Antonio Veneziano, di cui è ignoto il cognome, prese l’abito dell’Ordine de’Gesuati l’anno 1597. kfa uno de’tre Veneziani che in esso vivevano contemporanei col nome di Antonio, essendo gli altri due Antonio Corraro che fu poi cardinale e Antonio Bembo, del quale dico al num. 27. qui sotto. Antonio Veneziano oltre all’essere uom letterato ed esercitato nella vita de’ Santi, era anche elo-uentissimo, grave, maturo nel parlare, emo-esto nel proferire . Essendosi nel 1426 nel monastero di s. Eustachio di Bologna celebrato il primo capitolo della Congregazione, uno de’principali che avesser piena autorità di trattare ed ordinar le cose tutte della religione si fu il nostro Antonio da Veneziamol-to amato dal B. Giovanni di Tossignano; laonde anche col consenso e correzione sua fu fatto il Memoriale che si dice Regola del B. Giovanni da Tossignano. Succedette capo di tutta la Religione Antonio al venerabile Spinello morto nel i453. Governò con grande prudenza, discrezione e vigilanza le pecore a se affidate, esortando i Rettori dei monasteri e i fratelli alla orazione, alla pace, alla vicendevole carità, alle assidue lezioni. E pervenuto all’anno82 mori santamentedel i458 a’19 di agosto. Il suo corpo fu sepolto nell’ oratorio dedicato a s. Gerolamo presso l’antico monastero de’Gesuati di Venezia ; oratorio che nel i434 Per cu*'a principalmente del nostro Antonio era stato eretto , e che nel 1406 col portico innanzi e col cimiterio ivi formato fu benedetto e consacrato, per li- cerna del vescovo Castellano Lorenzo Giustiniani, da Pietro d’ Orvieto vescovo diGio-venazzo ( Iuvenacensis) che allora in Venezia tvovavasi. Queste cose son dette da Paolo Morigi a p. aào. e seg. dell’ IUstoria de Gesuati. Venezia 1604. t\. e da Flaminio Cor-naro ( Eccl. Ven. T. V. p. 221. 2 2 a. e seg. 27. Antonio Bembo gentiluomo Veneziano vestì T abito de' Gesuati in patria l’anno i5(j5 e fu figliuolo di Leonardo Bembo. Esercitossi in opere sante, e benché nobile fosse e letterato voleva nondimeno attendere a’ più vili servigi della casa, e traile altre virtù era amatore del silenzio. Mori a Pistoja con grande edificazione di lutti i suoi. Vedi Paolo Morigi nella IJistoria degli uomini illustri Gesuati sopraccennata a pag. 2/j6. 247. E vedi anche il Cornaro nel luogo citato p. 223. aa4- Chi volesse poi leggere dettato colla purezza della lingua del »ecolo XV il divotissimo transito del nostro Antonio Berttbo vegga il cap.XVI della Parte della vita di alcuni Gesuati che trovasi a p. 155 del libro di Feo Beicari: Vita del beato Giovanni Colombini da Siena fondatore dell' ordine delli Jesuati ec. Roma 1558. 4. 28. Jllvminata Bembo figliuola di Lorenzo Bembo senator Veneziano avendo mostrato desiderio di dedicarsi al servigio divino fu circa il 1480 condotta da’parenti a Ferrara ove ricevuta da quelle monache Francescane di s. Chiara, e deposte le pcmpe e il fasto secolaresco, che ancora nell’ apparenza serbava, si diede tutta all’orazione, e alla vita devota. Quivi ella conobbe la celebre Catterina di Bologna la quale fattasi sua protettrice, e insieme maestra, volle seco condurla da Ferrara a Bologna ed averla compagna nella fondazione del monastero del Corno di Cristo l’anno 1456. Accrebbe poi tanto ìa vicendevole familiarità ed amicizia di queste due, che Illuminata si mise a scrivere la vita della compagna sua santa Catterina da Bologna; codice che si serbava in pergamena in quel monastero, un esemplare del quale era anche posseduto dal nostro Apostolo Zeno. Scrisse inoltre un libro in cui racconta le maraviglie in Bologna succedute al momento del dissotterramento del corpo di santa Cattarina , e T intitolò Specchio d'illuminazione , il quale come reliquia tiensi presso il corpo di s. Cattarina (1). Questi libri, siccome compilati da ,(1) Nella breve vita di 9. Catterina da Bologna impressa in linclita cita de Bologna per Zuaantonio deli