ALLA. CHIESA Francesco Giustinian fu amb. a Mantova fu . f> di messer Antonio K. e proc. fu l’autore di „ questa Relazione. Restò egli eletto dal sena-, to alli 20 ottobre del 1.557 nella figura pri— vata di nobile al Xmo Francesco I re di „ Francia, in tempo che col carattere di amb. „ ord. risiedeva in quella corte per la repub. „ di Veneziani. Cristoforo Capello, e ciò per , il solo oggetto dal senato contemplato di aver a persuadere la maestà di quel re a ,, convenir la pace coll’imp. Carlo V, al quale „ parimenti nel tempo medesimo e nella stes-„ sa figura di nobile fu spedito Luigi Badoercon „ le medesime commissioni. Questa Relazione, ,, che nel di lui ritorno pochi mesi dopo segui-„ to fu rassegnata dal Giustinian medesimo al ,, Senato, è assai pregiata e rara, ed il carattere ,, antico, con cui ella è scritta, dinota essere o ,, autografa, o almeno originale di quel se-colo ec. ,, Altri due codici di questa Relazione stanno nelPArchivio Generale, contemporanei all’autore, 1 uno de’ quali è intitolato Relatione del mag. ms. Francesco Giustinian fo del cl. ms. Antonio il d. della ambassaria de Francia nel MDXXXVII. Questa Relazione fu prima pubblicata a Parigi per le cure del chiarissimo Tommaseo ed inserita nel primo volume delle Relations des ambassadeurs Fenitiens ec. Paris i858 4 ; indi fu ristampata sull’esemplare impresso a Parigi, in Firenze, ed entra nel V. I. serie I. delle Relazioni degli ambasciatori Fe-neti al Senato annoiate ed edita da Eugenio Alberi. Firenze 1859 8. Queste due stampe diversificano nel principio e nel fine dal codice Balbi sopraenunciato che io non vidi ; ma però combinano co’ due codici dell’Archivio nostro Generale, da me esaminati; se non che tanto nella edizione Parigina che nella Fiorentina si è ommessa la perorazione, ossia la lamentazione dell’ambasciatore nella quale parla de’servigi del padre suo, della propria legazione a Mantova, della catena d’oro donatagli da sua maestà, essendosene fatto soltanto un brevissimo cenno in una nota ; uno squarcio della quale perorazione ne’ due codici è cosi : „ et cossi mi parti da S. M. Xmalaqual mando „ a donarmi fino a Lione la presente cathena, „ et 100 scudi al segretario Hamberti, la qual „ cathena mi da occasione di dir quattro pa-„ role del vostro servo in questo gravissimo „ locho ec. e finisce: Perchè come ho detto di „ sopra nelli bisogni di V. S. mettarò sempre ,, tutta la picciola mia facultade li mei figlioli DI S. ÉLÉNA 641 „ et questa persona et vita purché conosca po-„ terli giovare ; il che se io non facessi non sa-„ rei degno di essere nasciuto ne di tal „ patria ne di tal padre di cui sono na-,, sciuto. „ E siccome in questa perorazione il Giustinian si mostra disposto a lasciar la catena d’oro per averne il correspettivo in danaro, cosi trovasi una nota dell’antico ammanuen-se che scrive.1 ,, niente di meno dicesi cliel do-„ manda la cathena et non il credito come èqui „ scritto et ben l’havea in animo di farlo, ma ,, sia come si voglia egli la otene. „ Segue in uno de’ due codici Nota delle entrate et spese del Re Xmo, ed è dello stesso tempo e carattere ; la qual Nota non è nelle suddette due edizioni. A dire il vero sarebbemi piaciuto che posciacbè con ottimo ed utilissimo consiglio si è preso di pubblicare coteste Relazioni, le si stampassero tutte per esteso, perchè a noi Veneziani spezialmente ponno interessare eziandio le particolari circostanze della vita degli ambasciatori o dei loro segretarii che trovansi per Io più tracciate o nel principio, o nel fine delle loro Relazioni. Il Longo, sull’autorità del quale io aveva ricordata tale Relazione, la estende a p. 1 27 del libro primo (codice mio del secolo XVI) ma con qualche varietà di parole e di frasi, om-mettendo poi la perorazione sulla catena ec. pag. 58g in se. 14. Di Daniele Muazzo f. di Pietro cui spetta l’inscrizione, il Sanuto parlò a p. 71 85 84 dei Commentarli della Guerra di Ferrara tra li Finizioni ed il duca Ercole d'liste net 1482*. (Venezia Picotti 1829 4)* Egli era capitano delle navi eletto per fugare i corsari, e tener netto il mare. Fu licenziato dalla carica perchè ebbe la disavventura che la sua nave di duemila ed ottocento botti, bellissima, e forte, per aver un buco, al fondo subito calò, e fu di danno a’ Viniziani di più di quarantamila ducati. pag. 091. Ho detto che non so qual fine abbia fatto l’originale Cronico delle famiglie nobili Fenete passate in Candia, opera di Giannantonio Muazzo. Il chiariss. Francesco dottore Testa di Vicenza, con lettera 3o luglio i856 mi avvisava che l’originale suddetto con altri codici già spettanti aila famiglia Cappello furono donati alla pubblica biblioteca di Vicenza dai fratelli Lampertico ; i quali da Elena Gioseffa moglie di Giovanni Battaggia, e figlia unica ed erede di Pier Girolamo detto Andrea cavalier Cappello avevano acquistata la possessione ed