S. SEBASTIANO *35 Nella Nota avuta dal co. Valmarana (pag. i53.) si osservi. i. Che la Natività di Gesù. Cristo incisa dal Barri era già stata indicata dallo Zanetti a p. 547- a. Che i du0vescovi Geminiano e Severo erano parimenti stati notati dallo Zanetti alla stessa p. 547- 5. Che il Martirio indicato di un Santo i5j5, è di san Lorenzo; e che l’incisore non è già Gio. Mari. Miselli-, ma bensi Giuseppe Maria Mitelli. A queste aggiungasi il Mosè salvato dalle a-eque pittura posseduta dalli Grirnani de’Servi ed incisa da Pietro Monaco. Son fatto certo da varii che le Nozze di Cana vennero intagliate in legno dal Jackson; e che un altro quadro di Paolo rappresentante Io Sposalizio di s. Catterina, ch’era già presso l’abate Celotti, indi nella Galleria del cav. Pesaro a Londra, fu intagliato in rame da Giovanni Yendramini di Bassano. Non è molto che fu inciso da Marco Comirato il Convito di s. Gregorio Magno ; e dall’altro bravo artista Dala si sta incidendo i due quadri laterali all’altare maggiore in 8. Sebastiano. Avrei desiderato di dar alcuna notizia circa alle epoche de’ quadri di Paolo esistenti nel palazzo ducale, e circa i contratti con esso conchiusi per la loro esecuzione; ma, oltre che questa sarebbe stata assai lunga e diffìcile indagine, so che ora il benemerito ab. Cadorin occupandosi, dietro superiore ottenuta permissione, nello spoglio de’ pubblici Registri, sarà al caso ben presto di darci assai belle e recondite notizie circa le opere degli artisti Veneziani che per ordine pubblico lavorarono, e quindi anche del nostro Paolo Veronese, come già saggio ne diede nel 6uo libro intorno allo Amore ai Ve-neziani di Tiziano Vecellio, e fra poco nella Raccolta de’Pareri di XVI architetti intorno al Palazzo Ducale. Avrei da ultimo voluto dar qualche ulteriore notizia intorno alla provenienza nella famiglia Pisani del celebre quadrodi Paolo rappresentante la Tenda di Dario,che ricordai a p. 155, il cui intaglio già eseguito dal Dal Pian si riproduce oggidì in vendita dal negoziante sig. Giuseppe Battaggia ; Dia nulla di più di ciò che dissi si rinvenne 6nora nell’Archivio delle nobili famiglie Pisani-Barbarigo, ad ambe le quali il quadro stesso spetta. Dicesi, in effetto, che in Este rifugiatosi il pittore, ivi abbialavorato il quadro, e ivi lasciatolo in dono a’Pisani. Ma nulla di ciò il Ridolfì, il quale (se non erro) è il primo ad annoverare tralleopere del Veronese questa; ed egli scriveva del 1648. Il Vasari ne tace, anzi non ricorda pure questo illustre dipinto nella seconda edizione i568, ove annovera alcune delle pitture di Paolo; il perchè potrebbesi dire che allora o non I’avesseancora eseguita, 0 stesse ignota in casa de’ Pisani in Este. Potrebbe però darsi che, non essendo ancora del tutto riordinato l’Arcbivio antico di quelle nobilissime Case, potesse in seguito uscirne qualche utile notizia, e sapendola, avrò assai piacere di porla alla fine del presente volume IV nelle Giunte. Ad ogni modo queste Note non presentano tutte le incisioni fatte de’ quadri di Paolo ; e sarebbe utilissimo che qualche raccoglitore ne desse fuori un elenco possibilmente il più completo, aggiungendolo al copioso catalogo delle stampe di mons. Brandes compilato da M. IIu-ber (Leipzic 1790. T. I. pag. i\ì e seguenti. Fine della Chiesa di s. Sebastiano.