462 s. GFORGIO 53ti. e Diatriba p. 47". 5a8) l a prima è di Venezia. V. hai. octob. 1 /J.5a diretta a Napoli; e la seconda IV. nonas decembris i/j.55, quando era prefetto a Verona. Nella prima parlasi di cose politiche ; e nella seconda della traslazione, del nipote Ermolao Barbaro, che abbiarn sopraccennata, dalla sede vescovile di Treviso a quella di Verona. Con laude poi fra gli antichi lo annovera Flavio Biondo, ove parla di Venezia nell’ Italia illustrata insieme con Zaccaria Trivisan, Lodovico Fosca-*ini, Vitale Lando, e Candían Botlani, i quali tutti egli chiama jureconsultissnni (Ft. Biondi, de Italia lllustr. edit. s. a. fol. K. 1 III.). E fra i moderni dopo il Foscarini ricordollo 1’ Agostini a p. »42 ove di Emolao Barbaro, e a p. 335 ove di Paolo Barbo. II Barbone Morosini che fioriva alla fine del secolo XV ha descritto il suo viaggio in Terrasanta. Di questo autore nessuno, ch’io sappia, ha parlato, perchè il suo libretto fu ignoto finché dalla Biblioteca di Amadeo Svayer passò alla Marciana, ove sta fra gl’ italiani codici nuna. VI della classe VI in 8.vo Indagando nelle genealogie di Marco Barbaro e nel Sanato , si sa che quesii era Barbone Morosini tiglio di Giustiniano q. Marco "che fu padre di 1)\1iB0NE di cui nella epigrafe finora illustrata. Égli, secondo il genealogista, fu provato del 149Ì ; e del lòo'i-si ammogliò con Elisabetta Giustinian di Lorenzo Trovavasi fino dal làio come inercadantein Soria in momento di grande pestilenza; dalla quale, Sebbene sia stato preso, pure guarì, come annunziavan lettere del dicembre di quell’anno (lanuto XVIIl. . a a.)' Del dicembre i523 a’ 20 fu eletto Consolo a Damasco e vene a scurtinio ; et e sta rnercadante assa di li, (ivi XXXV. 201). E del 27 novembre 1529 il Cons'glio de’X gli taceva grazia per certi danari de’ quali era debitore all’officio delle Raxon Nuove, (ivi HI. 2do ) Mon ho altra memoria di ufficii da lui sostenuti. Mori del 1 *ì3o. Il suo libretto ha il seguente titolo: Peregrinarlo de mi Bar-Oon Mi resini al uiagio de lerusalem et altri lochi de terra santa, principiato adi quindese luio mille cinq. centoquatardese atrovandomi a Damasco et prima. Adi dicto me partii da Damasco et andai a Cabelias locho fuor de camin sopra la piana ouer pianura fra Damasco et Barutt nel qual locho me uniti con MAGGIORE compagnia se gara ... Finisce adì uintì sei (cioè a6 agosto 1 514)> pocho passata meza notturne partii del ditto alngiamento et passando per Cunetra et Saxa che ben se assomiglia al nome per esser aia pessima et saxosa, giunsi la sera al lardi a Damasco ad laude del sai-uator nostro lesu Christo benedetto: adiutato da sua ni aie sta et da la intemerata et glorio-sa sua genitrice Vergine Maria. A li quali sia hnnorf et gloria, in seculorum secula. A-men, (di carte 3o numerate da una sola parte) Vi sono qua e là sparse alcune curiose notizie, e descrizioni minute dei luoghi; e col ragguaglio degli scrittori contemporanei sembraabba-stanza esalto. Vedesi che il Morosini andò colle veneziane galee a Damasco probabilmente per oggetto di commercio e che il viaggio di Ter-rasanta fu intrapreso da lui più per devozione che per curiosità storica, notando dappertutto le Indulgenze stabilite a’ passaggieri ; notando le orazioni, le comunioni fatte; e dando[pienis-sima fede a quanto gli veniva dalle guide indicato Parti da Damasco nel i5 luglio i5i4, con un famiglio in compagnia di alcuni mercatanti, dai quali poi, sendo in Gerusalemme , si divise, perchè essi vollero con altra compagnia venuta dal Cairo ritornare a Damasco e ciò fu a’ due di agosto di quest’ anno, ed egli rimase solo avendo con essi mandato il suo famiglio. Aveva però un Moro fidatissimo col quale e con un servidore de’ frati di Gerusalemme, e con cinque uomini coraggiosi, montati tutti a cavallo, girò per i luoclii di Samaria e di Galilea a’ 2 1 di agosto. Ebbe la disgrazia poco dopo di ammalarsi, non senza timore di pestilenza la quale di recente avea infettato que’paesi. Anche il cavallo suo gli cascò sulla gamba dritta , e gli ruppe la cave-chia; non ostante non intralasciò il suo viaggio malgrado che il cavallo per la seconda volta gli sia andato addosso. Confessa però di aver trovata molta pietà nei Mori che lo accompagnavano. Anche fu assalito da’ladri nel deserto ove abitava s. Giovanni ; ma con pochi danari se ne liberò. In questo viaggio egli nominatamente ricorda tre persone, cioè un cadi Ambeli in casa del quale ch e parte situila nel tempio di Salamon fu a’ a8 e 29 luglio; e due italiani cioè frate Francesco Surian de’ Minori Osservanti, guardiano del Convento del Monte Sion, dal quale e dagli altri padri fu ricevuto il Morosini ei suoi colleghi neligluglio i5i4c°n tutta cortesia, dicendo lo storico : „ adi dese-y, nove (giungemmo ) in Monte S/on doue e