10 meritino : ma una grandissima schiera ne ha luogo senza dubbio in quest' opera. Li ristretti confini di una prefazione non lasciano che i loro nomi or si ricordino . Agevole però sarà il conoscerli nello scorrer i volumi, e particolarmente gl’indici. Egli è certo,chein quanto alla storia, elleno ci pongon dinanzi una bella serie di avvenimenti, talune in via narrativa, tali altre le azioni lodando di un personaggio. Egli è certo inoltre che molte per la parte genealogica , alla rettificazione servir ponno delle discendenze de’nobili e de’cittadini. Grande frutto ne ritrarremo circa la storia letteraria e biografica degli uomini illustri, e non illustri della città , molti de’ quali, non trovandosi in. altro luogo rammentati, sfuggiti sono alla storia medesima, e molti poi rammentati furono senza il dovuto onore, o con alterazione di nomi e di epoche. Anche del veneziano clero , che mai sempre negli studii ebbe fama, e che alla chiesa uomini chiarissimi diede, troverannosi nelle lapidi nostre memorie onorevolissime. Imperciocché non deggion porsi nel numero de’meritevoli quelli soltanto che con opere istatn-pate o manuscritte, le più salde prove di lor dottrina lasciarono , ma quelli eziandio che per pietà, e per iscienza , e per cariche sostenute , e per retta amministrazione, e per aumento delle familiari sostanze, e per ottima direzione dimestica, e per costumi , e per sociali virtù si resero fra i concittadini, e verso i lor parenti, e i lor posteri degni di eterna ricordazione , quantunque nulla abbian dato colle stampe alla luce, o nulla lasciato abbiali ne’loro scritti. Dello stile poi con cui dettate sono, dirò delle veneziane quanto all’ altre tutte è connine . I carmi rimati nelle più antiche trovatisi pur frequenti tra di noi. Quelle del secolo XIV la semplicità della lingua latina d’ allora per lo più manifestano, e alla favella del volgo s’ accostano; alcune in quel secolo e forse nel precedente ne abbiamo in rozzissimo italiano linguaggio, e anche nel dialetto nostro. Le inscrizioni della fine del XV secolo, e del principio del XVI, siccome allor dappertutto rinascevano e fiorivan le lettere, e massimamente la pura lingua d Augusto , cosi tengono per lo più del sapore di quella , se non che essendone molte piuttosto storicamente dettate, riesco« tal fiata necessariamente prolisse . In quelle poi del vegnente secolo XVII leggiamo il magnifico per le antitesi, per le metafore , pel giuoco di parole in che il fiore e il nerbo della eloquenza facevasi allora consistere. Finalmente 1’ ultimo scorso seco- lo ci mostra che con assai lode gli scrittori delle nostre epigrafi tentarono di risalire alla buona sorgente dello stile epigrafico . Le quali tutte cose palesi saranno a’ leggitori nel corso delf opera , e potranno anzi accorgersi che molto parco io sono stato nell’ annoverare il merito che un’ opera di tal fatta da per se stessa rinserra. Chi pertanto fra’ nazionali esser potrav-vi, che considerata la pregevolezza de’ marmi nostri, moltissimi de’ quali sono tuttavia parlanti , e alla commi vista disposti , considerato quanto Venezia religiosissima fosse nella multiplicità de templi eretti, quanto rie-