412 S. ANDREA DE ZIRADA. patrizia famiglia si trasse dietro anche la perdita degli scrini. Il Mazzuchelli (Scrittori Ital. II. 1054) ripeteva quanto lasciaron detto il Bonifacio e il Foscarini. Ma da alcune mie schede rilevo che nello «corso secolo XVIII esisteva tale storia in un codice ms. presso l’Ab. Arrigo di Gollalto, ed ivi è cosi descritta : « Della guerra di Selirn se-b condo gran signore de’Turchi contra de* » Venetiani per l’acquisto del Regno di Cipro • di Andrea Arimondo p. v. Cavalier di S. » Giovanni e Commendatore di Treviso. » libri tre. Comincia il primo; « Non senza » vera e gran ragione .... » Finisce l’opera « cento mila scudi d’oro in ciascun anno. * La lettera posta in fine di questo articolo (documento ì\) a me scritta dall’illustre nostro cittadino Michele Battagia, ch'ora ò fra’più, fa vedere l’ulteriore destino di quest’Ope-ra, la quale però oggi (1852. novembre,) non si sa precisamente in quali mani esista. Dell’ Arimondo, oltra i suddetti, fanno menzione: — Bartolommeo Burchellati, il quale gli dedicò alcuni carrai eroici latini, com’egli stesso accenna a p. 254 del libro Epitaphiortlm (Tenetiis 1583. A.) con queste parole: « Ad Ecclesiali» D. Joannis Bap- • tistae a Tempio (nella Città di Treviso) » clarissimi Andreae Rnymundi equitis Hie-» rosolymitani domicilium, cui sane, ut non » ignoras , ante quinqaennium Elephantem » mcum heroicis carminibus, materiam prae-» bente Pierio, concinnatimi liberalitcr de-» mandavi, hoc aliud epitaphium reperilur: » Lo stesso Burchellati a p. 534 dei Commen-tariorum libri qualuor (Tarvisii 1616. 4.) riporta due epigrafi una che si leggeva su alcune muraglie della suddetta Chiesa di S. Giambatista, cioè : « Andreas Arimundus Ao» » dreae filius Commendatarius Tarvisii patr, » Ven. » e l’altra che si leggeva sulla facciata, in alto, della Chiesa di S. Martino pu* di Trevigi, la quale è: « MDXLIL primo. » martii, facta fuit haec fabrica patrono d, » demos, d. Andrea. V. equite hierosolimi-» tano. » (1) — Il p. Faustino Tasso, che de-dica alVillustr. Commendatore il Cavalier Arimondo il libro terzo della Conversione dei Peccatore (Venetia. Guerra. 1578. 4., libro ricordato dal p. Giovanni degli Agostini a p. 519. del T. II degli Scrittori Veneziani). — Barlolommeo del Pozzo (Istoria della S. Religione di S. Giovanni Gerosolimitano detta di Malta. Verona. 1702 - Parte Prima p. 306;, sotto l’anno 1588. — Apostolo Zeno (Fon* laniniana II. 217.) — e ultimamente lo si ricorda a p. 353. del libro: « Notizie di al- • cuni illustri Cavalieri Gerosolimitani del a Marchese di Villarosa. » Napoli 4841. 8. Ma prima di finire, un’altra indagine è a farsi, se l’Autore della Storia di Cipro di cui parliamo, sia veramente Andrea figlio di Andrea, oppure Andrea uno de’figliuoli di PAOLO sopraricordato, imperciocché, secondo alcuni alberi di famiglie estinte, amendue questi Andreat l’uno del 1542, l’altro del 4590 erano Cavalieri di Malta. Ma tali Alberi sono in errore, poiché uno solo Andre a Rimondo fu Commendatore di Malta, cioè Andrea figlio di Andrea, e ciò si prova e dalle esatte genealogie di Marco Barbaro q. Marco, e dall’Araldi nell ’Italia nobile, che un solo ne pongono, il quale (giusta 1‘Inscrizione Trivigiana) fino dal 1542 era Cavaliere, e divenuto poscia Commendatore morì del 1598 come abbiamo veduto. Ma siccome (i) La stampa veramente dopo PATRONO, ilice cosi : D. DEMOS . I). ANDfUEA . T. ec. E cpiindi vedesi che o deve leggersi ANDREA, oppar ANDREA . A. V. (cioè ARIMVNDO VENETO). All'incontro il Federici a p. ac) del Voi. II. delle Memorie Trevigiane (Venezia Andreola i8o5.) la riporta casi: liasc fabbrica MDXL11 -prima martii facta juìt -patrono et architeclo D. Andrea. F. equite lùerosolymita-no. E in margine scrive Arimondo; quindi egli pone fra gli architetti il nostro Arimondo. Ora, a chi SÌ deve credere non esistendo più l’inscrizione? Sapendosi per più d’una prova che il p. Federici travedeva alcune volte, io m atterrei alla lezione del Burchellati, e pertanto eliminerei dal Catalogo degli Architetti il nostro Andrea Arimondo. « In un esemplare de Commentarli del Burchellati esistente nella Biblioteca » Capitolare di Ireviso, alia pag. 334 avvi di pugno dell’illustre Canonico Rambaldo degli Azzoni Avo-” aTArttVrn ; questa nota: Corrige, ni fallar, PATRONO HV1VS DOMVS- D. ” rtrm j- TT VT ale iscrizione non sussisteva nemmeno a’tempi (cioè verso la fine del secolo 1! ? P*?1,® Veneziano autore di un’ Opera mss. inedita Intitolata Chiesa, secolo, .1 e chiostro, cioè Raccolta delle Iscrizioni Trmgiane illustratee può giustamente conghietturarsi che « HI1 ^nlfP/’ma - cui Federico Cornaro Commendatore di S. Bona di Vidor jy.pr.fif. / n 3 e a ie?a ,l ^an. Martino, già parrocchiale, che era juspadrooaio della sua Com « menda, » Devo questa notizia-.al distinto uomo Francesco Scipione Fappanni