S. MARTINO DI MURANO. et diteli che vegneodoli mie lettere in mani da Roma o le dia a voi o le porti a casa mia che mi fien mandate. Vi scrissi per Gabriel di ms. Aldo, no mi scrivete haver tal littcre recevute se non le havele havute fattelevi dare, et dimandate a ms. Aldo It^ Grammatica di Chysolora come vi scrissi et mandatelami. Il Lucretio haverete quest'altra settimana: non poteva io" haver la peggior nova che’1 non restar del m.“ ms. Daniel di Veniero (1), ma patientia : fattemi prego a S. M.1» tanto raec.10 quanto voi più d’ogni altro sapete eh’ io desidero di essergli. Scrivetemi di novo di tempo in tempo quando a voi parrà qualche cosa. Io quando haverò che scrivervi vi” scriverò, et se bora havessi vi scriveria: che dico ro ? anzi ho. Odile-, Il Predicator de i frali Minori tanto famoso : et eh’ io a Ven.a non ho mai odito: è venuto qui et ha predicato Iferi et hoggi et dimane predicherà. Questo è niente, odile più: Io l’ho udito et son per udir ancho dimane: et in vero mi sodisfa sommamente : ha una lingua eccellente, bonissima gratia, voce omnipotente, se non assaissimo lettere genlil almeno ne simile agli alili sedatori di Scollo. Ila i Poeti et volgari et Ialini familiari et di quelli orna le prediche sue maraviglio-samentCj et quel che è il tulio in dar aultorilà ad uno Predicatore, è di buona et santa vita : Io per me non ho veduto huomo più ornalo delle cose che ad un oratore eccellente son necessarie, oditelo vi prego senon l’havete odiloj che vi piacerà: Io se non per altro per odir costui voglio questa quadragesima stare a Ve-nelia. I! signor sommamente resta di lui sodisfatto: et tutti gli alili che l’hanno odito che non son pochi, anzi non credevo io che ci fosse la metà della gente in Padoa che alle prediche di costui corrono. Vi maraviglierete forsi eh’ io lanlo v’esalti costui. Non vi maraviglierete poiché l'harete udito. Io cosi come biasmo liberamente chi merita esser biasmato, cosi lodo senza rispetto quelli meritano lode. Ma assai di questo (2). Bernardo Sylvano nostro è venuto a Padoa informatevi io estraggo «.lai Zibaldoni clill’Ab. Morelli il quale vide c consultò il Tomo Terzo degli Scrittovi Veneziani del Padre degli Agostini, manoscritto, alla Vigna, eve sono Vile finite ; e soggiungeva che questa Vita è una delie più finite deli Agostini. Ouanlo al poema è quello stesso che viene descritto a p. i J 85 1186 1187 della Bibliolheca mss. S. Michaelis. Venetiis 1779 fol. Ignoro qual fine abbiano avuto e il detto poema, e il detto Tomo Terzo. Molle notizie intorno al Beaziauo e agli Autori che ne parlano ha raccolte ne'Ia progettata sua Opera il coltissimo uomo Francesco Scipione Fapanni, la quale avrà per titolo: Notizie degli scrittori e di altri uomini illustri che fiorirono neUanlico Territorio Trivigiano nonche nelle diocesi di Trevigi e di Ceneda. Divisa in tre classi. I. Bibliografia delle cose Trivi gitine. II. Bibliografia e biografia degli scrittori Trivigiani. III. Biografia degli uomini illustri e celebri Trevigiani non compresi nelle dui prime classi. (1) Qui temo di uno sbaglio di copia.; e credo che invece di Daniele di Veniero abbia a leggersi Daniele di Beniero. In fatti nelle genealogie di Casa Venier non trovo alcun Daniele che corrisponda al nostro. Avvene uno che fu provato per l’ingresso al Maggior Consiglio, ma questi è troppo giovane per meritare il titolo di sua magnificentia che gli dà il Navagero scrivente nel 13 gennajo 15• 5 (stile remano ). Altri Daniel Venier ci sono, ma o anteriori o posteriori. Quindi io dico che quegli, di cui fa menzione questa Irtrera è Daniele di Beniero, ossia fienicr, poi procuratore di S. Mario, figliuolo di Costantino, il qual Dcniele dopo avere sostenuti varii magistrali, era stato scelto nell’8 gennajo 15 ■ 4 (cioè 1515 a stile romano) per ambasciador a lloma in luogo di Pietro Landò che fu poscia Doge. Ecco perchè il Navagero mostra il suo dispiacere per la partenza da Venezia del- Renier, sebbene poi non siane partito attesa la dispensa chiesta ed ottenuta. E poi anche prova la grande amicizia che passava tra il Navagero e il Reniero ambedue accademici Aldini. Al quale Renier più carmi indirizza Girolamo Bologni nei suoi Promiscui; c al Renier quale Avogador di Comun nel i5og fra Luca Paciolo intitolava la edizione di Euclide. Venetiis. Paganinus i5i>g. fol. (a) Chi sia il predicatore di cui fa cenno il Navagero non so. Ma Andrea Gloria, illustre patavino scrittore indieommi che a p. 155 dell’Opera dello Scardeone De anti/juitate urbis Patavii si rammenta un Rujfino Lupaio minorila padovano, come predicatore insigne, di santa vita e di grande perizia nelle lettere divine ed umane, già da Adriano VI papa eletto Arcivescovo d’Ancona, ma che estenualo dalle fatiche, sebbene in età robusta, mori nel i5aa. Sarebbe questi forse l’encomiato dal Navagero? Curiosità mi spinse a guardare se fra’vescovi di Ancona ci fosse un Buffino Lupaio. L’Ughelli (Ita!. Sacr. T. I. p. 333 ) lo collocò all’anno ìaaa. Il Cappelletti più esatto lo escluse da’Vescovi del laaa, e lo pose all epoca i5aa; se non che per eirore di stampa vi si legge Lupaio e non Lupaio ch’era il suo vero cognome (Voi. VII. Chiese d’Italia p. 5g, e 110-119). Quindi per l’autorità del contemporaneo Scar-