280 S. MARTINO DI MURANO. » e con mòlle e sommissime lodi la grandezza e potenza di lui, oltre la pietà e » giustizia magnificalo, la qual Relazione aveva gli animi di molti Senatori in » guisa commosso, che, se il Doge non fosse stalo franzese, si correva pericolo » che non abbandonassero la lega, e massimamente che a Roma tenevano in quel » tempo coll’ Oratore di Cesare pratiche occulte per dovere accordarsi. » Qui il Varchi mostrasi dello stesso parere del Guicciardini, e di Pietro Giustiniani storico nostro, eioè, che Andrea Grilti fosse più inclinato a’Francesi, che all’ Impe-radore ; dalla quale taccia il difende Io storico Andrea Morosin1, facendo vedere che fralle diverse opinioni in Senato il Grilti consigliava a couchiudere l’alleanza con Cesare ( Lib. I. p. 73. anno 1523). (280) Nel libro degli Ambasciadori si legge : 1528 (cioè 1529) 9 gennaro. Andrea Na-vagero fu Savio di Terra ferma eletto Ambasciadore ordinario al re Francesco /. — Nel Sanuto (Voi. XLIX. 261). Adi 9 zencr 1528 (1529) fu fallo scurtinio di le infrascritte cosse cioè Oralor al Crist. re di Franza con due. » . . al mese senza pena, g. Andrea Navaier fo Ambas. a la Cesarea et Catholicha Maesla q. g. Bernardo 154.= 1-4. Ivi a p. 598 adi 28 febraro 1528 (1599). In questa malina g. Andrea Navajer va Oralor in Franza qual e Savio di T. F. tolse licentia dal Coll.0 et si parie da matina per andar a la sua legalion — E nel Volume L. p. 5. Adi 2 marzo 1529. Iti questa matina partile di qui g. Andrea Kava\er va Orator in Franza in cambio di g. Sabastian Jusliniam el Cavalier. Fra gli incarichi ch’ebbe fu quello dal Snnuto indicalo a p. 287 de! Volume XLIX. de’ Diarii sotto il di 22 gennajo 1528 (cioè 1529); Fo mandalo per la Signoria do Savii di T. F. An- • dreu Navaier e g. Marco Antonio Gorner dal Oralor dii re ChrisTno sta in Clia » Dandolo a S. Moisè con do Secrelarii Daniel di Lodovici e Zuambal.sta Rnmusio » a dirli saria bon cl spasasse lettere in Franza batando (cioè insistendo, ballen-» do) che li Rev. Cardinali francesi che ivi si ritrova venisseno immediate in qua » cussi esso Oralor subito spazo un Corricr a posta eoe la sera il qual la Signo-» ria lo pagoé. » Tengo nella Filza N. 957 una Ducalo consegnata al Navagero in questa occasione ; è membranacea, autentica : » Nos Andreas Griti Dei gralia Dux » Veneliarum Illmo ci ExcellenlisSimo Domino Francisco do Vandomo Domino de » Sancto Paulo Chiistianissimi Regis in Lombardia Locumtenenti generali tiignissi-» tuo salutem cl synccrae dilectionis affrettili). Miltimus ad Chrislianissimum Re-» gena Nobilem nostrum et dilcclissimum civem Andrea in Nauageriu m Oratorem no-» strum cui injunximus ut lllusliissimam Dominationcm vestram adeat uisitetque » ac ei nonnulla nostro nomine referat. Eandem iccirco rogannts ut ejusdem Orali toris nostri verbis quae de mente nostra proveniunt, earn fidem adhibeat ae si » noi' ipsi corain lorjueremur. Dalae in nostro Ducali Palali» die primo Marlii In-» diclionc li. M. I). XXIX. (281) Questa preliminare informazione è consona a quanto ha esposto il Panila ( Lib. VI. p. 528-539-550. anno 1529), e il Morosini (Lib. III. i>. 299-305-316. anno 1529). Le discussioni poi sopraccennale insorte in Senato trovatisi narrate ne.’ Diarii del Sanato (Voi. L. p. 35-37-39-40-43 del 12-13-15 marzo 152$ ). Nel 12 marzo era stala letta in Pregadi la Commissione. Nel 13 si ballottava. 1 Savii del Consiglio, (eccettuato Alvise Emo) e i Savii di Terraferma, alla Commissione pel Navagero volevan si facesse una giunta : videliczt che vedendo Cesare voler venir in Italia debbi exorlar Soa Maesla ( il re Francesco ) a non manchar etiam di tei venir perche sura di gran reputatiom la persona di Soa Maestà: Ser Lunardo Emo il Consigliere aderiva a ta! giunta. Vi aderiva eziandio con più calde parole Marco Foscari ch’era della Giunta del Pregadi. Ma Alvise Mocenino, fatto leggere in Senato quello che In deliberato nel 1495 al tempo che Carlo di Francia voleva calare in Italia, sostenne non essere opportuno il momento di eccitare il re a tale